Vota il post. Attualmente 3 su 5
A TUTTI I COMITATI DEI PENDOLARI LOMBARDI
AGLI ORGANI DI STAMPA
Questa mattina si è tenuta la riunione conclusiva del tavolo per la definizione del Patto per la mobilità col Trasporto Pubblico in Lombardia.
In allegato riporto il documento-dichiarazione che ho letto alla presenza del Presidente Formigoni e che riporta le principali motivazioni in base alle quali, in quanto rappresentante del Coordinamento delle Associazioni dei Consumatori e dei Comitati dei Pendolari Ferroviari della Lombardia, anche sulla base delle indicazioni pervenute dai Comitati, ho deciso di non sottoscrivere il Patto.
Il giudizio che ne ho dato è articolato e mette in luce, accanto ai principali temi positivi inseriti nel Patto, anche le gravi contraddizioni irrisolte nell’accordo e che, a mio avviso, pregiudicano il perseguimento degli obiettivi dichiarati nel Patto stesso.
Nel merito di tali contraddizioni e incongruenze, è opportuno sapere che sono state a suo tempo tutte oggetto, da parte mia, di richieste di emendamento o modifica.
Mentre l’articolo 17, relativo alle politiche tariffarie, esce di fatto da una contrattazione degli indicatori e relativi parametri con le Aziende, come ha ammesso lo stesso Cattaneo, ai pendolari non è stato neppure concessa, quale segno concreto della volontà di avviare l’integrazione tariffaria in tempi brevi a scala regionale, la possibilità di utilizzare, da dicembre, l’abbonamento Trenomilano sulle tratte extraurbane della MM, nè la disponibilità di tale titolo in forma annuale.
Al contrario di quanto si evince da un comunicato di questa mattina della Regione Lombardia, tengo quindi a precisare che i comitati dei pendolari, in quanto rappresentati dal sottoscritto, NON hanno sottoscritto il Patto.
Cordiali saluti
Giorgio Dahò
TAVOLO PER IL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE DELLA REGIONE LOMBARDIA
Giorgio Dahò – intervento dell’11 novembre 2008 – riunione per la firma
Intendo innanzitutto ringraziare l’Assessore Cattaneo per la grande pazienza che ha avuto nel sopportare la notevole mole di osservazioni ed emendamenti da me presentate, a nome del Coordinamento dei Pendolari, nel corso delle riunioni per la predisposizione del documento che ci si chiede oggi di sottoscrivere, nonché esprimere l’apprezzamento per il metodo del confronto con il quale è stato impostato il lavoro del Tavolo.
Quale rappresentanza dei comitati dei pendolari, ho aderito senza riserve e da subito alla proposta di avviare il tavolo e la definizione del Patto, presentando a tal fine, insieme alle rappresentanze dei consumatori, un contributo di cui sono prova i numerosi documenti presentati, cui purtroppo non è sempre stata data adeguata attenzione. Inoltre, quando ci siamo trovati a discutere il documento finale, ho anche predisposto una nutrita serie di emendamenti, di cui una parte è stata anche recepita.
Questo per sottolineare che non mi sono certamente sottratto dall’apporto di un contributo costruttivo e scevro da condizionamenti o vincoli di alcun genere, giocandomi in prima persona.
Nel merito del documento che sancisce gli obiettivi e gli accordi del Patto, vi sono molti elementi positivi, tra i quali spiccano indubbiamente quello del trasferimento modale dal trasporto privato al trasporto pubblico, dell’aumento della domanda trasportata dal trasporto pubblico di qui al 2015 del 20-30% e dell’incremento della velocità commerciale del 10% entro il 2011. Questi costituiscono i punti più qualificanti del documento, anche perché consentirebbero notevolmente, se realizzati, a migliorare decisamente il conto economico del sistema senza intervenire su contributi e sulle tariffe.
Anche il progetto di istituire una serie di Agenzie sul territorio, aventi lo scopo di gestire i bacini di trasporto pubblico, costituisce un elemento di grande novità nelle modalità di governo del sistema del TPL, virtualmente in grado di allinearci a quanto avviene nei Paesi abitualmente presi a riferimento nell’efficienza dei trasporti pubblici, anche se avremmo preferito che alle Agenzie fossero stati concessi più poteri e più autonomia.
Il documento che sancisce il Patto ci chiede anche di condividere o approvare una serie di contenuti, di cui cito alcuni dei più significativi:
* pur riconoscendo in premessa che l’attuale stato di crisi economica del settore è dovuto al mancato adeguamento dei trasferimenti statali, nel documento non compare alcuna previsione relativamente all’adeguamento delle risorse per i servizi storici oltre il 2011;
* chiede di condividere la necessità di un adeguamento in perpetuo delle tariffe, sulla base di una formulazione esclusivamente basata sulla dinamica dei costi e su un mix di fattori di qualità ancora non definito nelle sue modalità analitiche;
* un adeguamento tariffario per il 2009 fondato su un indicatore di puntualità relativo ai ritardi oltre i 15’, disomogeneo rispetto agli indicatori utilizzati per la valutazione degli standard del servizio, quali il sistema dei bonus e delle penali, che utilizzano un indicatore di puntualità a 5’, nonché con gli obiettivi indicati nel documento del Patto e pertanto difficilmente confrontabile; l’obiettivo del 98% risulta peraltro già raggiunto sulle linee fondamentali della rete FNM e non risulta pertanto un obiettivo particolarmente sfidante;
* chiede di condividere una stima del gap di sistema pari a 500 milioni nel 2015, valore che non tiene conto degli efficientamenti dovuti all’aumento della velocità commerciale, migliore organizzazione produttiva e gestionale anche grazie alle gare ed alla riorganizzazione dei bacini, dell’aumento della domanda (20-30%) e di un irrinunciabile adeguamento delle risorse pubbliche relativamente ai servizi storici. Il tenere conto di tutti i fattori in gioco e di un adeguamento dei contributi analogo almeno all’inflazione porterebbe infatti a conclusioni differenti;
* non affronta il tema di revisione del sistema degli indennizzi ai viaggiatori (bonus) e delle penali, e non viene così dato di fatto seguito ad un impegno preso, per conto della Regione, dal precedente assessore dott. Moneta.
Quale segno concreto e considerato che i pendolari chiedono urgentemente segnali della reale volontà delle parti di perseguire l’obiettivo dell’integrazione tariffaria, abbiamo anche chiesto l’attuazione, già da dicembre, della possibilità di utilizzare l’abbonamento Trenomilano sulle tratte extraurbane della MM e la disponibilità dell’abbonamento stesso in forma annuale. Questa richiesta non è stata accolta.
Anche relativamente al nuovo orario invernale, che dovrebbe anche segnare l’avvio di una differente modalità di programmazione con lo scopo di realizzare servizi maggiormente adeguati alle esigenze degli utenti e di incrementare la velocità commerciale grazie ai potenziamenti infrastrutturali ora disponibili, non risulta allo stato attuale di elaborazione conforme con tali obiettivi, esplicitamente presenti nel Patto.
Infine, grava su tutto l’incognita del nuovo Contratto di Servizio con Trenitalia e della definizione dei relativi standard qualitativi, nonchè del sistema delle penali e degli indennizzi ai viaggiatori da includere nel Contratto. Conosciamo anche le gravi incognite che pesano sulla definizione del Contratto stesso, in particolare quelle di ordine finanziario e che potrebbero anche avere conseguenze notevoli anche sulle stesse tariffe, indipendentemente da quanto sancito nel Patto stesso.
Le nostre conclusioni sono dunque che, pur esprimendo l’approvazione per molti dei contenuti del documento e l’impegno profuso in prima persona dall’Assessore Cattaneo e dall’intera struttura dell’assessorato, non possiamo sottoscrivere un documento che, mentre ci chiede di avallare, vincolandoci, contenuti non condivisibili e meccanismi automatici di adeguamento delle tariffe, non ci offre, a causa dei punti sopra richiamati, sufficienti garanzie né per il perseguimento degli obiettivi fondamentali insiti nel Patto, né per soddisfare le legittime aspettative dei pendolari.
Milano, 11 novembre 2008
Popularity: 1%