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Ricevo via e-mail da Sonia Zarino:
COORDINAMENTO DEI PENDOLARI DEL LEVANTE LIGURE – COORDINAMENTO DEI PENDOLARI LIGURI http://pendolaritigullio.interfree.it
Lunedì 5 maggio si terrà un importante incontro sul trasporto ferroviario promosso dalla Regione Liguria. Ad esso parteciperanno il Presidente Burlando e l’Assessore ai Trasporti Vesco, che incontreranno l’AD di Ferrovie dello Stato Mauro Moretti. In tale occasione, e su sollecitazione dell’Ass. Vesco, che ringraziamo, insieme con Federconsumatori Liguria abbiamo prodotto un documento che riepiloga sinteticamente alcune questioni particolarmente importanti da sottoporre all’attenzione di Moretti: il nuovo contratto di servizio, la necessità di acquistare nuovi rotabili, la richiesta di semplificare le tariffe, la flessibilità nell’utilizzo dei diversi tipi di treno, ecc. Trenitalia non può essere considerata una azienda come tutte le altre, lo abbiamo sempre detto e lo ribadiamo: nel caso dei trasporti ferroviari, e molto di più che in quello dei trasporti aerei, parlare di libero mercato è quanto meno fuorviante, poichè è chiaro che in una situazione dove oggettivamente gli operatori non possono che essere pochissimi, la concorrenza trova una difficile applicazione, e solo un servizio pubblico ben funzionante può garantire una mobilità economicamente sostenibile per tutti i cittadini. Concorrenza e libero mercato sono auspicabili se riescono concretamente a far abbassare le tariffe aumentando la qualità dei servizi: in tutti gli altri casi, si creano unicamente rendite di posizione che peggiorano se possibile situazioni già percepite negativamente. Nel caso di Trenitalia poi l’equivoco è lampante, dato che a fronte di una ragione giuridica di tipo privatistico, la proprietà è poi di fatto pubblica, del Ministero del Tesoro, e non ci sembra che l’averla trasformata in spa ne abbia migliorato le prestazioni nei confronti dei cittadini. All’Alitalia vengono concessi "prestiti ponte" di 300 milioni di euro, mentre non sono ancora stati stanziati i 400 milioni che servirebbero a realizzare il piano industriale proposto da Trenitalia per il rilancio del trasporto ferroviario, e nonostante da diversi mesi si minaccino tagli al servizio. Pensiamo che anche questa sia una priorità nazionale, pertanto richiediamo sin da subito un analogo intervento del Governo, che stanzi le necessarie risorse per far sì che il servizio di trasporto ferroviario non solo non venga tagliato, ma venga potenziato per rispondere alla domanda di mobilità che è crescente e ancora di più lo sarà nell’immediato futuro. Ecco il testo del documento inviato:
Coordinamento dei Pendolari Liguri – Federconsumatori Liguria
Osservazioni sul trasporto ferroviario in Liguria: i problemi di ieri e di oggi, le proposte per il domani
All’Assessore ai Trasporti della Regione Liguria, Giovanni Enrico Vesco
p.c. al Presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando
Genova, Maggio 2008
Gent.mo Ass.re Vesco,
in occasione dell’incontro previsto per il 5 maggio con il Presidente Burlando e l’AD di Ferrovie dello Stato Moretti, la ringraziamo per la disponibilità dimostrataci nel volersi fare portavoce delle istanze che le abbiamo rappresentato nella scorsa riunione.
L’aver promosso questa riunione è un segnale forte, e pensiamo che da essa possano scaturire decisioni importanti in ordine alla quantità e alla qualità del servizio ferroviario in Liguria.
Chiediamo a lei e al Presidente Burlando di portare all’attenzione di Moretti alcune tematiche e proposte che vorremmo fossero quanto meno messe in discussione e sulle quali vorremmo sentire risposte chiare.
1. Il nuovo Contratto di Servizio prevede una copertura finanziaria che solo lo Stato può, ad oggi, garantire. Trenitalia minaccia dei tagli in caso di mancato accoglimento delle sue richieste: cosa intende fare nel prossimo futuro? Non è possibile che migliaia di pendolari siano lasciati nell’incertezza e nell’angoscia: cosa si intende fare per scongiurare i tagli al servizio pubblico? Il Governo uscente, su richiesta di Berlusconi, Presidente del Consiglio in pectore, ha stanziato un prestito ponte di 300 milioni di euro, ora ci aspettiamo che una somma per lo meno analoga venga stanziata per le ferrovie, che trasportano ogni giorno migliaia e migliaia di pendolari.
2. Il problema dei rotabili si sta facendo insostenibile: sono sempre più vecchi e malandati, di difficile manutenzione e pulizia. Anche qui si dirà che è una questione di soldi, però cosa fa Trenitalia per ridurre gli sprechi e migliorare il servizio?
3. Questione tariffe: sono sempre più numerose ed incomprensibili, un vero ginepraio, tanto che si arriva all’assurdo che su una stessa tratta si possono contare un centinaio di tariffe diverse. In compenso, la rigidità del sistema di bigliettazione è aumentata in modo esponenziale, tanto che in questo senso prendere un treno equivale a prendere un aereo: se si perde quello previsto, si arriva a dover rifare (cioè ripagare) il biglietto. Questo spiega forse come Berlusconi abbia pensato di far acquistare Alitalia dal gruppo FS, ma non è certo a nostro avviso un paragone che può reggere nella realtà, dato che un normale cittadino sa bene che prendere un treno è cosa ben diversa dal prendere un aereo.
4. Flessibilità dell’utilizzo del trasporto ferroviario: strettamente legata alla questione tariffe vi è quella della flessibilità, dato che, specie per un pendolare, è di fondamentale importanza poter sfruttare tutte le possibilità di collegamento offerte dalla rete di trasporti. E’ necessario poter garantire la continuità del viaggio permettendo che, in caso di ritardi o di soppressioni dei treni, il viaggiatore salga sul treno utile immediatamente successivo, anche se questo fosse di categoria superiore. Attualmente oggi non è possibile, e i disservizi si scaricano sull’utenza che non dispone di mezzi sostitutivi.
5. Acquisto dei titoli di viaggio: sempre più biglietterie vengono chiuse o limitate nel servizio, e le emettitrici automatiche sono scarse e spesso non funzionanti, con il risultato che il passeggero è chiamato a pagare per colpe non sue se sale a bordo senza biglietto. Chiediamo che venga ripristinata la possibilità di fare il biglietto in treno in caso di impossibilità di farlo a terra, per qualsiasi motivo.
6. Orario, stazioni, fermate: data la particolare conformazione della Liguria , appare chiaro come solo un efficiente sistema di interscambi tra le diverse tratte potrà fornire un servizio soddisfacente alla costa e all’entroterra. Attualmente l’orario vigente in Liguria, specie dopo la “riforma” del dicembre 2005 appare gravemente carente per quel che riguarda il servizio riservato ai centri che non sono serviti da IC o diretti, dove fermano solo pochi e lentissimi treni regionali. Queste carenze sono tanto più gravi perché si tratta in gran parte di località turistiche, che necessiterebbero all’opposto di fruire di un servizio ferroviario efficiente e curato, ma è grave anche per quei centri dell’entroterra i cui abitanti spesso gravitano sulle località costiere e sul capoluogo per lavoro, studio, svago, ecc.
7. Quale modello per
la Liguria ?
Abbiamo provato ad immaginare un modello di circolazione in grado di tenere conto di due fenomeni principali:
1. il pendolarismo accentuato tra le due Riviere (Levante e Ponente) e Genova
2. gli spostamenti all’interno dell’Area Metropolitana di Genova stessa.
Pensiamo però che in modo analogo si possa ragionare per gli spostamenti dei pendolari che vengono a Genova dalle zone del basso Piemonte e dalla Lombardia. In un primo schema, riferibile ad un’ora media, si esamina la tipologia possibile dei convogli sulla linea costiera. Ecco come potrebbe essere:
· una coppia di IC (uno tra
La Spezia e XXMiglia, uno tra XXMiglia e
La Spezia )
· quattro Regionali Veloci che si fermino nelle principali stazioni tra XXMiglia e Genova e tra
La Spezia e Genova, “saltando” negli ultimi tratti le stazioni all’interno dell’area metropolitana di Genova (es.: nessuna fermata tra Recco e Ge-Brignole, o tra Voltri e Ge-Principe), eventualmente con la possibilità di servire solo quelle della “metà” che vanno oltre (nei due sensi rispettivamente) le due stazioni principali di Genova (Brignole e Principe).
· quattro Locali che fermino in tutte le località con interscambi nelle stazioni di Savona e Sestri Levante
· 4-6 coppie di TAF (treni ad alta frequentazione) sull’area metropolitana per garantire un rapido e frequente servizio di navette
Questa organizzazione presupporrebbe l’adozione di un orario cadenzato, come anche un recente studio commissionato dal Comune di Genova confermerebbe.
8. Orario cadenzato in Liguria: Per aumentare del 20% il traffico ferroviario senza pesanti modifiche alle infrastrutture esistenti, basterebbe adottare un “orario cadenzato” che elimini le gerarchie fra i convogli e permetta a tutti i treni di arrivare in orario, tramite il metodo delle partenze a intervalli regolari. Ad esempio, sulle tratte Voltri-Nervi, Savona-Recco, Genova-Busalla verrebbero previsti treni ogni mezz’ora ai quali aggiungere la linea Savona-Sestri Levante con cadenza oraria. Sovrapponendo i vari convogli così cadenzati si avrebbe il transito di un treno ogni quindici minuti nell’ area metropolitana. Secondo lo studio citato, l’adozione di questo sistema consentirebbe quindi di incrementare del 20% il traffico esistente, senza creare nuove infrastrutture, ma limitandosi ad apportare alcune modifiche alle strutture esistenti e all’orario. Il traffico ferroviario ligure, secondo lo studio, ha quindi problemi solo da un punto di vista organizzativo, e non di infrastrutture, anche se la risistemazione del nodo di Genova consentirebbe di ottenere una migliore suddivisione delle tracce dedicate alla lunga e alla breve percorrenza. Per quanto riguarda i tempi il nuovo sistema potrebbe, in teoria, entrare in vigore in tempi rapidissimi, già dal prossimo orario.
9. Tempi di percorrenza: Parlare di orario significa anche parlare di tempi di percorrenza, che oggi sono ancora più lunghi di vent’anni fa. Questo è dovuto al fatto che
la Regione Liguria sanziona i ritardi con penali e Trenitalia ha deciso unilateralmente di dilatare i tempi di percorrenza per conservare dei minuti di “compensazione” utilizzabili in caso di ritardo per far diminuire le penali pagate alla Regione. Anche in questo caso è necessaria una azione volta a ridurre sensibilmente i tempi di percorrenza dei convogli, e l’introduzione di un orario cadenzato, insieme alle nuove tecnologie che servono a garantire la sicurezza, possono consentire un sostanziale miglioramento delle attuali prestazioni. Il treno 2297, ad esempio, che parte da Ventimiglia e arriva a Parma fermandosi praticamente in tutte le stazioni (sic!), arriva a Genova Brignole alle ore 19.09 e ne riparte alle ore 19.20, facendo una sosta di ben 11 minuti. Questo si ripete, nei due sensi, anche per molti altri convogli: l’11281 (arrivo a Genova Brignole alle 13.09, partenza alle 13.20), l’11285, l’11327, ecc. Anche Nervi, specie per i convogli che vanno dalla Riviera di Levante verso Genova, funge da stazione di “compensazione” e qui i treni si fermano in genere per 7 minuti (vedi l’11276, l’11282, il 24566, ecc.). Può anche capitare però di fare sosta a Recco per ben 15 minuti. Un pendolare che abiti a Moneglia e che lavori a Cornigliano parte alle 6.44 (R 2044) e arriva alle 8.24, dopo aver cambiato a Sestri Levante. In tutto sono 100 minuti per percorrere 61 km. Il tratto Nervi-Cornigliano di Km 17 viene percorso in 38 minuti. Al ritorno, con partenza da Cornigliano alle ore 16,50, si arriva a Moneglia alle ore 18,25: tempo di percorrenza 95 minuti, totale andata e ritorno 195 minuti. Se poi il nostro lavoratore ha la “sfortuna” di abitare a Framura, stesso posto di lavoro e stessi orari di viaggio, il tempo per l’andata è di 110 minuti, mentre per il ritorno il tempo sale a ben 141 minuti, cioè 251 minuti al giorno, senza considerare i continui ritardi. Se consideriamo che sono tempi giornalieri di un pendolare, ci si può rendere conto di quanto tempo complessivamente un lavoratore sottrae alla sua vita.
10. Razionalizzazione delle categorie di treni e delle fermate: Tutti ricordiamo come in passato ci fossero diversi treni che, specie in certi orari, si fermavano in quasi tutte le stazioni fino a Recco, per poi procedere senza fermate fino a Genova, e viceversa. Oggi vi è una grande confusione tra R, IR e D. Una delle cose che maggiormente identifica il nuovo orario è che D e IR divengono dei “semiregionali”, aumentando i tempi di percorrenza, mentre i R si trasformano su alcune tratte in “semidiretti”. In particolare, diversi D e IR fermano in tutte le stazioni genovesi, mentre molti R non fermano in alcuna località da Bogliasco a Recco! Tant’è che i tempi di percorrenza tra Genova e
La Spezia divengono spesso identici nei due casi. Ovviamente questo tipo di situazione non può che essere motivo di confusione per l’utenza; vi va posto quindi rimedio, riordinando secondo schemi chiari la gerarchia tra i treni (persino l’orario precedente era migliore da questo punto di vista). Quindi, in estrema sintesi, appare quanto mai urgente porre le basi per una riforma dell’orario che sappia contemperare tempi di percorrenza quanto più possibile ridotti e non solo per le stazioni “principali”, ma per tutte, in proporzione alla loro importanza in termini non solo di frequentazione attuale, ma anche potenziale, studiando i relativi bacini di utenza. Spesso infatti le stazioni vengono penalizzate da una troppo frettolosa analisi sull’esistente, invece che considerandone le potenzialità dovute all’entroterra che su quelle stazioni graviterebbe, e la carenza di servizio ne decreta l’ulteriore decadenza, in una spirale perversa che porta alla morte del servizio ferroviario in troppe località dove invece sarebbe molto ben accetto e utilizzato.
11. Vendita dell’abbonamento provinciale integrato: perché Trenitalia non lo rende disponibile nelle sue biglietterie? Dall’anno scorso è in vigore un abbonamento integrato provinciale che comprende, in varie combinazioni, AMT, Trenitalia, ATP e la ferrovia Genova-Casella. Ad oggi le biglietterie delle stazioni di Trenitalia non lo vendono, con grave disagio degli utenti.
12. Carte regionali di ammissione ai treni IC. Sono un utile supporto ai pendolari che, costretti a passare agli IC dopo la soppressione degli interregionali, hanno visto un consistente aggravio delle spese di trasporto (non compensato peraltro da un corrispondente miglioramento del servizio). Chiediamo che vengano mantenute anche per il futuro in attesa di una radicale revisione del sistema di trasporto regionale.
13. Informazioni in stazione e a bordo treno: ad oggi risultano scarse e poco aggiornate. E’ scandaloso che in stazioni grandi come quelle di Genova Brignole o Genova Principe sia dato ampio spazio agli schermi per la pubblicità mentre quelli dedicati alle informazioni sugli orari siano pochi (Brignole) o nulli (Principe). Non c’è nulla di male a cercare di sfruttare commercialmente il traffico di passeggeri delle stazioni, però non si può dimenticare che i passeggeri sono lì per prendere il treno, non per vedere la pubblicità, resa ancora più fastidiosa dall’audio che recentemente è stato introdotto. Analogamente a bordo treno si deve trovare il sistema per informare i passeggeri delle eventuali coincidenze all’arrivo nelle principali stazioni. Andrebbero inoltre unificate le informazioni su orari e linee di altri mezzi quali autobus, traghetti, bus extraurbani, ecc., creando dei documenti cartacei in grado di dare un quadro complessivo dell’offerta di mobilità in un dato territorio. Queste informazioni unificate potrebbero anche essere disponibili su un sito web e consultabili via palmare o attraverso punti informativi interattivi osti nelle stazioni.
14. Carta dei Servizi: dev’essere redatta con il contributo reale dei comitati di pendolari e delle associazioni di consumatori, entrando a far parte del Contratto di Servizio. In essa devono essere introdotti i parametri qualitativi atti a permettere la misurazione del livello di servizio erogato. Deve essere previsto un sistema di monitoraggio della qualità percepita dagli utenti mediante ad esempio sondaggi realizzati da soggetti indipendenti intervistando periodicamente (almeno una volta l’anno) i passeggeri. Gli esiti di questi sondaggi dovrebbero concorrere almeno per una quota parte all’eventuale raggiungimento del premio di risultato previsto nel contratto di servizio.
La Finanziaria 2008, tra l’altro, sancisce proprio il ruolo delle Associazioni e financo dei singoli cittadini quali attori a pieno titolo della elaborazione delle Carte dei Servizi dei servizi pubblici. (Art. …)
15. Sanzioni: sempre più frequentemente leggiamo di sanzioni astronomiche comminate a persone che spesso non hanno potuto acquistare il biglietto non per loro volontà, ma perché impedite da circostanze oggettive (chiusura sportelli, orario punti vendita, emettitrici o obliteratrici guaste, ritardi e mancate coincidenze che impediscono la corretta fruizione di titoli di viaggio già acquistati, ecc.). Data la situazione obiettivamente emergenziale si chiede che il regolamento sanzionatorio venga rivisto e nei casi di impossibilità oggettiva di acquistare il biglietto non si applichi alcuna sanzione se il passeggero avverte tempestivamente il controllore, prima di salire o immediatamente dopo la partenza del treno.
16. Monitoraggio effettivo del funzionamento delle obliteratrici e delle emettitrici di biglietti per avere sempre un quadro costantemente aggiornato dei guasti ed operare con la massima tempestività per porvi rimedio.
17. Più fermezza con chi non rispetta le regole: parallelamente chiediamo che chi danneggia carrozze e arredi venga sanzionato dal personale viaggiante, con l’eventuale ausilio delle forze dell’ordine che, ci risulta, in Liguria viaggiano gratis sui treni regionali.
18. Rimborsi immediati in caso di ritardo sui singoli biglietti: dato che i bonus sono previsti solo per i possessori di abbonamenti mensili o annuali, si richiede che vengano previsti dei rimborsi immediati anche per i singoli biglietti regionali e per i treni IC, quando il ritardo superi i 15 minuti.
19. Questione pulizie: siamo ancora lontani dall’aver risolto il problema. Abbiamo apprezzato il piano straordinario varato all’inizio dell’anno, poi però abbiamo constatato che il miglioramento non è stato mantenuto nel tempo.
20. Nodo di Genova: vanno al più presto iniziati i lavori per dare un assetto più scorrevole al nodo separando il più possibile i treni a lunga percorrenza da quelli locali. Il progetto è stato finanziato e ci aspettiamo di vedere partire i cantieri in tempi rapidi, anche perché la situazione economica sfavorevole farà cadere sulle spalle del servizio pubblico una parte consistente della domanda di mobilità, e l’attuale sistema ligure è già adesso in sofferenza nel rispondere con adeguatezza alle richieste da parte dei cittadini.
Queste sono le problematiche principali, sulle quali vorremmo, lo ripetiamo, delle risposte chiare. Pensiamo che il futuro della mobilità debba necessariamente passare per un potenziamento del trasporto ferroviario, e vorremmo che si cominciasse concretamente a realizzare quella “cura del ferro” di cui tanto si è parlato ma che non si è mai davvero attuata. Sono molte la ragioni che ci spingono a pensare che tale scelta sia non solo auspicabile, ma necessaria: le ragioni della salvaguardia ambientale, e anche quelle economiche e urbanistiche. La mobilità ferroviaria è un tassello fondamentale della mobilità in generale, per il quale chiediamo allo Stato, alla Regione, alle Provincie e a tutti gli Enti Locali un impegno concreto e fattivo, che dia risposte in tempi rapidi alle esigenze dei pendolari e più in generale, di tutti i cittadini.
In attesa di un suo cortese riscontro, la salutiamo cordialmente
Sonia Zarino (Portavoce del Coordinamento dei Pendolari Liguri) – Carmela Minniti (Presidente Federconsumatori Liguria)
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