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Pensieri di viaggio dei pendolari italiani

Archivio per febbraio, 2008

FERROVIE DIMENTICATE…

Scritto da Chioccia il feb 28th, 2008 | Archiviato sotto: dBlog
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Cari dirigenti LeNORD, FERROVIENORD, FNMGroup, Regione Lombardia & C.
quando tutti i pendolari hanno perso da un bel pezzo la pazienza e Voi continuate a restare seduti tranquilli sulle vostre poltrone dentro al “Palazzo”… forse nessuno di Voi si rende realmente conto di cosa sta succedendo…

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Storica sentenza: Trenitalia condannata per danno biologico

Scritto da ilPendolare il feb 26th, 2008 | Archiviato sotto: dBlog
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Ho ricevuto questa mail dalla lista di distribuzine UTP. Si tratta di una sentenza storica… provate ad immaginarne gli effetti.

 


 

COORDINAMENTO DEI PENDOLARI  DEL LEVANTE LIGURE

 COORDINAMENTO DEI PENDOLARI LIGURI

 http://pendolaritigullio.interfree.it

 25 – 02 – 2008 – Storica sentenza: Trenitalia condannata per danno biologico

  Cari Amici,

 è con grande piacere che apprendo della rivoluzionaria sentenza del Giudice di Pace di Genova, dott. Claudio Cattani, con

la quale Trenitalia è stata condannata non solo a rimborsare il prezzo del biglietto, ma anche a pagare i danni morali (100 euro) ad una signora che, a causa dei ritardi accumulati da un interregionale Genova-Torino, non aveva potuto far fronte ai suoi impegni così come avrebbe voluto (e dovuto!) poter fare.

 Secondo i legali della signora, la sentenza è da considerarsi rivoluzionaria in quanto per la prima volta sono state superate dal giudice le interpretazioni fin qui sempre favorevoli a Trenitalia di norme peraltro ormai del tutto obsolete, risalenti ad un regio decreto del ’48.

 Lo stato attuale

 Trenitalia, a tutt’oggi, al passeggero che acquisti un biglietto “garantisce” unicamente il diritto al trasporto, ossia l’essere portati dalla località A alla località B: sui tempi in cui il viaggio viene effettuato, invece, non vi è alcuna impegnativa, così come non ve ne è sulla pulizia, sul comfort, sulla sicurezza, ecc. L’orario ufficiale stesso è da considerarsi “indicativo” e non vincolante…peccato che sia in base a quell’orario che i passeggeri decidono quale tipo di treno utilizzare, quando partire, e come organizzare il proprio viaggio. Tale organizzazione non è e non può essere indipendente dal rispetto dell’orario indicato, dato che se si verificano dei disguidi che comportano forti ritardi, posso vedere seriamente compromesso lo scopo stesso del viaggio (ad esempio, se arrivo tardi ad un colloquio di lavoro, ne ricevo un danno e vanifico il motivo stesso del viaggio).

 Da queste poche considerazioni si può già intravvedere quanto questa sentenza sia importante, poiché per la prima volta l’azione del viaggiare in treno non è vista in modo asettico, sganciata dalla vita reale. Essa viene inserita nel giusto reticolo di cause ed effetti che, per la loro stessa natura, possono avere effetti anche molto importanti sulla nostra vita quotidiana.

 Qualità del viaggio, fattore importante della qualità della vita

 Nel caso in esame, la causa del disguido è stato il cattivo funzionamento del locomotore, dunque una causa largamente attribuibile alla scarsa manutenzione da parte dell’azienda di trasporto: se si pensa a quanti ritardi sono causati da guasti analoghi, quante soppressioni, quanti disagi in generale, è facile prefigurare la possibile valanga di cause che si potrebbero abbattere su Trenitalia.

 Seguendo la linea già tracciata dalla sentenza in oggetto, si potrebbero richiedere risarcimenti anche molto più consistenti, come nei casi in cui il ritardo o la soppressione avesse ad esempio causato il mancato godimento di eventi o ricorrenze non più replicabili (un matrimonio, un battesimo, una laurea, ecc.), o il risarcimento per la perdita di un aereo, di un traghetto, ecc., casi, questi, meno infrequenti di quanto non si pensi.

 Il senso di queste azioni non vuol essere la pretesa di eliminare i disguidi, che pure si ammettono, in una misura molto contenuta, ma piuttosto la volontà di ristabilire una situazione di normalità dove il disguido sia l’eccezione e non, come è adesso, la regola.

 La reazione di Trenitalia

 Trenitalia, a fronte di questa ennesima, pesante tegola, fa spallucce, e già preannuncia che farà ricorso, dopo aver valutato la decisione del giudice. Forte dei suoi 500 milioni di clienti, dice che, si, dopo tutto, qualche disguido ci può stare. Ma è proprio quel “qualche” che occorre respingere, dato che sappiamo tutti come in questi anni si sia fatto a gara per peggiorare il servizio e per aumentare i prezzi dei biglietti.

 Recentemente Moretti, in una intervista su Il Sole 24 Ore afferma che sarà il mercato a selezionare i treni di qualità. Peccato che da questo punto di vista in Italia non vi siano concorrenti, e non ve ne saranno ancora per un lungo periodo. In questa condizione, parlare di mercato e di liberalizzazioni non solo è illusorio, ma fuorviante e dannoso.

 Una nuova prospettiva per il futuro

 Tornando all’episodio in oggetto, che reputiamo una pietra miliare della giurisprudenza, facciamo d’ora innanzi molta più attenzione ad eventuali disguidi e disagi che dovessimo venire a soffrire di qui in avanti, perché abbiamo ora una importante strumento a nostro vantaggio.

 E, per cominciare, come risarcirà Trenitalia quei pendolari che, a causa dei tagli ventilati da aprile, dovessero non avere più i collegamenti desiderati, pur avendo già pagato un abbonamento annuale? Verranno risarciti e rimborsati? Non è questa una grave inadempienza contrattuale?

 Segnalo a tal proposito altre due lettere di sindaci dell’entroterra di Genova preoccupati dai possibili tagli di aprile: sono pervenute dai Comuni di Campomorone e di Busalla, aggiungendosi a quelle già arrivate dai Comuni di Mignanego e di Isola del Cantone. 

 Concludo lanciando la proposta che l’orario (che non a caso si chiama “ufficiale”) venga ad essere considerato parte integrante del contratto di servizio, perché è in base ad esso che le persone decidono come e quando servirsi del treno, quali tipi di abbonamento fare, ecc., e per questo non lo si può cambiare unicamente a proprio uso e consumo. Tutte le variazioni devono essere presentate almeno un anno prima in modo che gli utenti possano decidere in modo cosciente se l’offerta di treni è conveniente oppure no, prima di rinnovare l’ abbonamento.

 Anche questo può essere un utile mezzo per “incentivare” Trenitalia ad un maggiore rispetto dei propri passeggeri, visto che ad oggi non vi è il contrappeso della concorrenza, che è di fatto inesistente (e, per parte nostra, dubitiamo che potrà mai essere davvero effettiva).

 Cordiali saluti e, come sempre, buon viaggio

 Sonia Zarino

 Coordinamento dei Pendolari del Levante Ligure

 Coordinamento dei Pendolari Liguri

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18/02/08 LeNORD Laveno/Milano RE20 guasto al loco

Scritto da Chioccia il feb 18th, 2008 | Archiviato sotto: dBlog
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Da varesenews: http://www3.varesenews.it/varese/articolo.php?id=91844

Gavirate – Il treno numero 20 arrivato alla stazione di Gavirate alle 7, si è bloccato e il conducente ha chiesto soccorso. In ritardo tutti i treni successivi

Si guasta locomotore, mattina di passione per i pendolari delle Nord

Un guasto al locomotore di un treno in viaggio sulle Ferrovie Nord, ha causato questa mattina, lunedì 18 febbraio, gravi ritardi. Il treno numero 20 partito da Laveno Mombello alle 6.37 una volta giunto alla stazione di Gavirate, intorno alle 6.55, si è bloccato a causa di un problema al locomotore e il conducente ha chiesto assistenza. Le operazioni di soccorso sono state più complesse del previsto poiché alla stazione di Gavirate c’è soltanto un binario. A quel punto, “a cascata” tutti i treni che dovevano transitare dalla stazione hanno subito forti ritardi: il primo, il treno 1024 partito da Laveno Mombello alle 7.07 ha accumulato quasi un’ora di ritardo. Il treno numero 26, partito da Laveno alle 7.37, ha accumulato 30 minuti, il 1030 partito alle 8.07 da Laveno ha accumulato 15 minuti di ritardo e infine il treno numero 28 che doveva partire da Varese alle 8.20, dopo l’arrivo degli altri treni che avrebbero dovuto “cedere” dei vagoni, è partito alcuni minuti dopo l’orario previsto. Le Ferrovie Nord hanno cercato di ovviare ai disagi organizzando un treno supplementare da Varese intorno alle 8, che ha recuperato quasi tutti i pendolari che erano rimasti sulle pensiline in attesa dei convogli che non arrivavano. Intorno alle 8.15 la linea è stata liberata e la situazione è tornata lentamente alla normalità. Con buona pace dei pendolari. ”Non possiamo che chiedere scusa – fanno sapere dalla direzione delle Ferrovie Nord Milano – abbiamo cercato di porre rimedio il più in fretta possibile, ma la situazione era resa ancora più complicata dal fatto che alla stazione di Gavirate c’è un solo binario e l’operazione di sostituzione del locomotore guasto ha richiesto più tempo del previsto”. Lunedi 18 Febbraio 2008

Ho postato i commenti dei pendolari lettori di Varesenews, il mio viaggio e le statistiche puntualità LeNORD sul RE20 sul Forum: 18/02/08 LAV/MI RE20 GUASTO – R22 TSR PROBLEMI – RITARDO http://www.ilpendolare.com/forum/viewforum.php?f=165

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14/02/08 – Milano, Autobus contro Tram

Scritto da Chioccia il feb 15th, 2008 | Archiviato sotto: dBlog
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Ieri 14/02 è successo un drammatico frontale le cui tragiche immagini sono apparse quasi subito in internet, sono passate nei TG e compaiono sulle pagine dei quotidiani.

L’incidente mi ha impressionato molto, come credo abbia impressionato anche molti dei pendolari che tutti i giorni si spostano coi mezzi pubblici.

Sono vicina a tutti coloro che si trovavano sui mezzi al momento dell’incidente, in particolare alle persone ferite e in prognosi riservata, sono vicina anche ai loro familiari, in particolare a quelli della donna deceduta.

Non so se

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Varese, stazioni unite e grattacieli

Scritto da Chioccia il feb 15th, 2008 | Archiviato sotto: dBlog
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Da Varesenews: Varese – L’architetto Ovidio Cazzola ha inserito le nuove costruzioni in una foto scattata dall’ospedale di Circolo: il risultato è questo

Ecco Varese con i grattacieli L’articolo e le foto: http://www3.varesenews.it/varese/articolo.php?id=91687

Una città orizzontale o verticale? Questo il nodo che dovremmo sciogliere dopo la presentazione del progetto, un vero terremoto urbanistico e ambientale, del nuovo polo delle stazioni. Un progetto che sino a oggi conoscevamo solo attraverso piantine, disegni, proiezioni e l’ immaginazione, ma che oggi possiamo meglio valutare grazie a Ovidio Cazzola, architetto e urbanista difensore della Varese dalla misura antica. Le foto sono state scattate dal nuovo e migliore punto di osservazione del panorama cittadino: l’ultimo piano del monoblocco dell’ospedale di Circolo. Nell’attuale, splendido panorama di Varese, Cazzola ha inserito i grattacieli dando a tutti la possibilità di capire che effetti avrà la scelta del “verticale”. Il progetto del nuovo polo delle stazioni non ha avuto adeguata diffusione, la maggior parte dei varesini non lo conosce e Varesenews aveva proposto più occasioni di incontri per favorirne la conoscenza. Silenzio assoluto. Vero che è arrivato il ciclone politico a livello nazionale e locale, ma sarebbe imperdonabile che una scelta urbanistica così importante non fosse il più possibile partecipata. Anche dai banchi dell’opposizione di Palazzo Estense non sembrano levarsi voci forti. Tutti distratti, ma poi non sarà ammesso contestare nessuna scelta, anche quella di una città tradizionale. Cioè quella di oggi, ricca di strade e marciapiedi pieni di buche, di vecchi edifici degradati, di vie e muri sporchi. Un po’ troppo per una Varese che per i prossimi campionati mondiali di ciclismo si annuncia terra del turismo. 

Da Varesenews Lettere al Direttore: http://www3.varesenews.it/comunita/lettere_al_direttore/articolo.php?id_articolo=8159

I grattacieli che incombono sul futuro di Varese

Caro direttore, ti scrivo un tantino spaventato. Apro tranquillamente VareseNews e mi trovo davanti dei mostri. Orribili. Incredibili. Minacciosi. Grattacieli in agguato che incombono sul futuro di Varese. Ma davvero abbiamo in animo di costruire cose simili? Davvero non riusciamo a pensare alla nostra città (si chiamava Città Giardino?) senza prevedere di rovinare il panorama, di violentare il territorio? Ma a che servono questi grattacieli? Non riusciamo a pensare ad uno sviluppo sostenibile che tenga in considerazione i cittadini e l’ambiente? Dobbiamo per forza farci del male? Il cemento, gli scempi e le brutture del passato non sono bastati? Si parla di riunire le stazioni? Grandissimo progetto. I pendolari (alle prese con quotidiani e incredibili ritardi dei treni) non vedono l’ora. Stazioni riunite? E’ il tema del giorno. Non si parla d’altro. La differenza è già nella speranza di tutti: vuoi mettere aspettare il solito treno che arranca tutte le mattine, che arriva quasi sempre strapieno, che rischia di bloccarsi a metà strada, che talvolta è sporco da far paura, ma aspettarlo con le stazioni più unite, vicine, collegate? Un sogno. Un progetto che cambia davvero la vita. Anzi, non si potrebbe prevedere di costruire anche qualche nuova stazione? Non importa dove. Ai collegamenti si penserà più avanti… L’entusiasmo dei pendolari è palpabile, carodirettore.

Ps: Ringrazio di cuore l’architetto Cazzola per le terribili immagini e faccio mio il suo appello: che i varesini si facciano sentire al più presto. In questa nostra città e in questo nostro Paese di mostri ne abbiamo già abbastanza.

Venerdi 15 Febbraio 2008

Franco Tettamanti

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LeNORD problemi, guasti e ritardi…

Scritto da Chioccia il feb 12th, 2008 | Archiviato sotto: dBlog
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Oggi 12/02 problemi a Bovisio M. ritardi e soppressioni sulla Seveso-Asso-Milano (treno partito alle 7:05 da Arosio giunto a Milano attorno alle 9:20!, ritardo oltre l’ora! Pare stessero facendo lavori sui binari a Bovisio… ma non li avevano fatti sabato scorso?), ieri 11/02 problemi a Tradate, pare agli scambi, ritardi consistenti, venerdì 08/02 treno in fumo a Saronno…
ogni giorno lo stesso incubo!
Domani sarà un altro giorno?

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08/02/2008 – Milano, Assemblea Nazionale Pendolari

Scritto da Chioccia il feb 11th, 2008 | Archiviato sotto: dBlog
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Il video di alcuni interventi:

 

TRASPORTI. Milano, Pendolari presentano Carta dei diritti degli utenti
Mentre sui binari delle Ferrovie Nord, in prossimità della stazione di Saronno, si consumava l’ennesima mattinata di passione per i pendolari delle Nord, nei locali della Camera del Lavoro di Milano si è tenuta la prima (affollatissima!) assemblea nazionale degli utenti di Trenitalia. In un’aula gremita di cittadini, associazioni e comitati che si battono affinché il trasporto locale diventi una priorità nell’agenda politica italiana, Legambiente nell’ambito di Pendolaria – la campagna dell’associazione ambientalista in favore della mobilità regionale su ferro – ha tenuto a battesimo la prima grande alleanza per chiedere a gran voce più investimenti, più treni e nuove infrastrutture per fare uscire il trasporto ferroviario locale dalla grave crisi in cui versa ormai da troppo tempo.
All’assemblea nazionale, dove erano presenti anche insieme a amministratori pubblici, manager delle ferrovie e sindacati, è stata presentata la bozza della prima Carta dei Diritti dei Pendolari, che verrà valutata da tutti i Comitati regionali e servirà da base per l’apertura di un tavolo di trattativa. Dei dieci punti che compongono la Carta dei Servizi (sicurezza, confortevolezza del viaggio, accesso alle informazioni, decoro e funzionalità delle stazioni, sanzioni previste dal contratto di servizio tra le Regioni e Trenitalia, tipo di abbonamento, utilizzo del primo treno utile anche di categoria superiore, installazioni delle obleratrici a bordo treno, abbonamento solo treno, controllo dei documenti senza posti di blocco), tre sono considerati una priorità assoluta dai comitati dei pendolari.
"Chiediamo che in primo luogo vengano ripristinate le stazioni dismesse, chiuse e abbandonate al degrado, fonte di insicurezza sia per gli utenti delle Ferrovie sia per i residenti nelle vicinanze. Potrebbero essere offerte ai Comuni o ai privarti, per essere riaperte come attività commerciali, sedi di associazioni o altro", ha dichiarato a Help Consumatori Cesare Carbonari, portavoce del comitato spontaneo pendolari Milano-Torino. La seconda priorità riguarda l’utilizzo del primo treno utile, anche se di categoria superiore: "Chiediamo l’esenzione del pagamento del cambio servizio nel caso in cui di soppressione del treno regionale", continua Carbonari.
La terza priorità invece è relativa alle sanzioni previste dal contratto di servizio tra le Regioni e Trenitalia. "Chiediamo che gli importi per milioni di euro delle sanzioni vengano interamente ridistribuiti ai pendolari, in base al tipo di abbonamento sottoscritto", precisa Carbonari, sottolienando che secondo i dati del Censis la mobilità pendolare nel nostro Paese è in costante crescita (+ 14,5% tra il 2001 e il 2007) e riguarda circa 13 milioni di persone.
"A fronte di questa crescita la risposta da parte delle istituzioni negli anni è stata assolutamente inadeguata. Mentre si è investito nell’acquisto di nuovi convogli per i collegamenti Eurostar e altri stanziamenti sono previsti per l’entrata in funzione dei binari ad Alta Velocità, poco o nulla si è fatto per il trasporto pendolare", ha concluso Carbonari, sottolineando che è arrivato il momento di cambiare rotta, poiché il trasporto ferroviario locale è un’urgenza nazionale e una priorità che non può continuare ad essere ignorata ma che, al contrario, deve diventare uno degli obiettivi strategici delle politiche nazionali.
Intanto, a oltre un anno dalla presentazione del proprio piano industriale neanche l’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, è soddisfatto della risposta di Stato e Regioni sugli investimenti previsti per potenziare il trasporto pubblico locale su rotaia. "Il piano presentato l’anno scorso", ha dichiarato a Help Consumatori il numero uno delle ferrovie a margine dell’assemblea nazionale dei pendolari, "prevede il potenziamento del trasporto regionale nelle grandi città con un’offerta maggiorata del 50% in quattro anni. Un obiettivo che potrà essere raggiunto con l’efficientamento degli attuali servizi e con una flotta nuova. Il problema è che non è ancora stato finanziato".
Quanto all’ipotesi di aumentare le tariffe Moretti ha ricordato che anche questa è una competenza delle Regioni così come la programmazione dei convogli che ogni giorno percorrono le ferrovie locali. "Se volete però un mio parere", ha aggiunto Moretti, "le tariffe sono troppo basse, è una vergogna che un abbonamento regionale costi 59 euro al mese andata e ritorno". Moretti ha però ammesso che le Fs hanno responsabilità per quanto riguarda la pulizia dei convogli e che per questo sono stati convocati dei tavoli con sindacati e associazioni dei pendolari per far valutare da società terze il lavoro delle aziende che attualmente puliscono i vagoni. "A metà marzo avremo la dimostrazione formale che alcuni contratti non sono rispettati e in questo caso saranno risolti", ha anticipato Moretti, ammettendo in conclusione che però mancano i soldi per comprare treni, per ridurre l’affollamento sui convogli, per rendere più efficiente la rete ferroviaria del trasporto locale.
 
Altri articoli:

Legambiente: Il trasporto ferroviario locale deve diventare una priorità nell’agenda politica italiana. 

Servono più investimenti, più treni e nuove infrastrutture http://www.legambiente.eu/globali/archivi/news.php?idArchivio=2&id=4366

Pendolari, dovete soffrire

Cari pendolari, non ci sono soldi, attaccatevi al tram, sperando non sia sporco, vecchio e ritardatario come i treni.
http://www.cronacaqui.it/news-pendolari-dovete-soffrire_3399.html
Ferrovie, incontro-scontro fra i pendolari e Moretti
Milano – L’ad delle Ferrovie dello Stato nella "tana del lupo": ha preso parte ad un confronto pubblico con pendolari, amministratori ed esponenti ambientalisti
Trasporto locale/FS e pendolari uniti da richiesta investimenti
Governo e Regioni in ritardo, aumento treni è priorità nazionale

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Treno rotto a Saronno 08/02/08

Scritto da ilPendolare il feb 8th, 2008 | Archiviato sotto: dBlog
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Mentre sono a Parigi per lavoro (è uno sporco lavoro; ma qualcuno deve farlo) felice di non arrivare in ritardo per i mezzi ma perchè mi fermo a fare colazione ricevo una mail e delle foto.

Sembra ci sia stata un’altra giornata di passione. Ecco il resoconto e le foto (ringraziamo il Mago e la Katy)

Ennesima disavventura sulle Ferrovie Nord….

Viaggiavamo tranquilli sul treno 1024 diretto a Milano Cadorna…
…avevamo trovato tutti posto a sedere, era in orario, mi ero addirittura appisolato…
sembrava quasi una favola…
e infatti…
Arrivati a Saronno rimaniamo fermi un po’ di piu’ dei 5 min canonici, inspiegabilmente mi sveglio, e vedo che la gente comincia ad alzarsi e dirigersi verso la porta.
Cosi’ mi rivesto e

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I pendolari hanno voglia di far sentire la propria voce?

Scritto da Chioccia il feb 5th, 2008 | Archiviato sotto: dBlog
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«Ma quanto ci costano i ritardi delle Nord?»

Saronno – Dal blog “I treni dei 7 nani”, dedicato ai pendolari della tratta Saronno-Milano, singolare iniziativa per realizzare una statistica, in euro – da Varesenews: http://www3.varesenews.it/saronno_tradate/articolo.php?id=90868

«Ma quanto ci costano i ritardi delle Ferrovie Nord Milano». È la nuova campagna lanciata dal blog “I treni dei 7 nani”, nato per dare una voce ai pendolari della tratta ferroviaria tra Saronno e Milano. La nuova iniziativa vede la possibilità di calcolare i danni che provocano i ritardi dei treni nella vita delle persone. Il tutto viene realizzato con un foglio di lavoro di Excell, in cui si devono inserire i propri dati: con il costo dell’abbonamento e i ritardi avuti dai pendolari vengono calcolate in euro le perdite di ore, e quindi denaro, avute in un anno. «Vi sarete sicuramente chiesti cosa effettivamente costa, a ognuno di noi, il disservizio dei treni – spiegano dal blog, a firma di Dotto -. Un costo che va a sommarsi con quello che paghiamo per gli abbonamenti. Dalle prime risposte "calcolate" il tutto ci costa tantissimo. Ad esempio: per 11 mesi Pisolo paga di abbonamento circa 539 euro, ma, per i ritardi, sul lavoro gli vengono trattenuti più di 400 euro/anno, e poi ci sono oltre 25 ore di vita perse per i ritardi alla sera (valorizzandole 10 euro/ora sono altri 250 euro buttati nel cesso ogni anno). Totale: 1189 euro di costo REALE per 11 mesi di trasporto (e poi ci chiedono di non usare l’auto). Certo il tutto può essere riconducibile a una specie di gioco. Ma i responsabili del blog fanno una richiesta precisa: «Una volta fatto il calcolo, mandatemi in mail, o come commento, il costo vivo dell’abbonamento comparato con il risultato finale – si legge sul blog -. Permetterete a Dotto di fare una piccola statistica». Sicuramente i pendolari hanno voglia di far sentire la propria voce.

In Lombardia il 39% dei treni pendolari arriva in ritardo 

Trasporti - Legambiente: “La guerra allo smog si combatte anche con più treni per i pendolari”. Venerdì 8 febbraio a Milano l’assemblea dei pendolari – da Varesenews: http://www3.varesenews.it/lombardia/articolo.php?id=90846

Pendolari in ritardo 4 volte su 10 e il 39% dei treni che arriva a Milano oltre l’ora stabilita: è questo il risultato di un monitoraggio lampo effettuato dai volontari di Legambiente nell’ambito di Pendolaria, la campagna che punta i riflettori sui problemi di chi viaggia in treno e sulla necessità di un rilancio del trasporto ferroviario locale. In Lombardia i volontari dell’associazione si sono recati per una settimana nelle stazioni di Cadorna, Porta Garibaldi e Centrale e fogli alla mano hanno segnato minuziosamente tutti i ritardi delle migliaia di treni che ogni giorno raggiungono il capoluogo. E così il dato sconsolante è che su 444 treni monitorati ben 173 portavano un ritardo compreso tra i 5 minuti e l’ora e mezza: addirittura di 83 minuti il ritardo massimo registrato sul treno delle ferrovie Nord proveniente da Laveno e diretto a Milano. La stazione milanese che se la passa peggio è Centrale con ben 72 treni giunti in ritardo nell’arco di una settimana, segue Cadorna con 57 e chiude Garibaldi con 44 treni fuori orario in sei giorni. Da Varese i treni (tutti de Le Nord) che hanno fatto registrare un ritardo superiore ai 5 minuti sono stati 13 sui 29 monitorati da Legambiente, con un picco di ben 83 minuti di ritardo.  I pendolari più sfortunati però sono quelli che tutti i giorni affrontano il viaggio Lecco Milano, è su questa tratta infatti che Legambiente ha registrato i maggiori disagi: in una settimana ben 12 treni fuori orario di cui uno con 77 minuti di ritardo. Sono 250.000 i pendolari che ogni giorno affollano i treni della Lombardia, un numero considerevole che ogni giorno si trova ad affrontare una realtà fatta di ritardi, disagi e disservizi. I problemi sono legati principalmente alla mancanza di manutenzione sulla rete ferroviaria e sui treni che hanno un’età media di 28 anni e migliaia di chilometri di percorrenza sulle spalle. Negli ultimi anni le ferrovie hanno perso una grossa fetta di utenti proprio per l’incapacità di rispondere in modo adeguato alla domanda di trasporto su rotaia. In Lombardia un esempio è costituito dalla tratta Treviglio Milano: qui, nonostante i lavori di quadruplicamento dei binari che avrebbero dovuto portare ad un aumento dell’offerta, il numero dei treni in viaggio è rimasto invariato, non migliorando affatto l’offerta per i passeggeri. «In Lombardia manca il coraggio di sostenere scelte strategiche per affrontare la sfida della mobilità sostenibile – è quanto manda a dire il Presidente di Legambiente Lombardia all’assessore regionale Raffaele Cattaneo – il traffico è malato, l’aria irrespirabile e le risorse pubbliche sono scarse, non è possibile disperderle in centinaia di chilometri di nuove autostrade. Se si vuole uscire dall’emergenza di smog e congestione, è prioritario puntare sul potenziamento della mobilità collettiva in primo luogo per i pendolari. La lotta all’inquinamento si combatte con più treni e meno auto, basta con i soldi pubblici per le autostrade». Il prossimo appuntamento di Pendolaria è per venerdì prossimo a Milano dove svolgerà l’assemblea nazionale dei pendolari. Un incontro per discutere con le parti interessate per far diventare la questione del trasporto ferroviario una priorità nazionale: a partire dalle 14 presso la Camera del Lavoro in Corso di Porta Vittoria, Sala Buozzi. L’elenco dei presenti è disponibile su www.legambiente.eu. Per prendere parte all’incontro comunicare l’ adesione a m.girolami(at)legambiente.eu

Su YouTube la rabbia dei pendolari

Comunità – Il popolare sito di condivisione dei video ospita le immagini di viaggi impossibili e le proteste per i vari disservizi

 

Basta un cellulare con funzioni video per difendere i propri diritti. Una lezione che gli utenti di Ferrovie Nord hanno imparato alla perfezione, filmando i disservizi e registrando le proprie denunce pubblicate su YouTube. Ecco una playlist delle più significative.

Da Varesenews: http://www3.varesenews.it/italia/articolo.php?id=90871 

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