Malpensa – Una ragazza disabile racconta la sua personale avventura quotidiana di “viaggiatrice”
Citazione, da Varesenews http://www3.varesenews.it/gallarate_malpensa/articolo.php?id=79197
| Malpensa - Una ragazza disabile racconta la sua personale avventura quotidiana di "viaggiatrice" Malpensa Express: la vera odissea è salirci in carrozzina |
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Dopo il nostro servizio sul Malpensa Express abbiamo ricevuto una lettera che fa riflettere e merita attenzione La vera odissea è prendere regolarmente il Malpensa Express per recarsi al lavoro, specie se sei un portatore d’handicap. Tante volte penso che nemmeno mi ricorderei di essere disabile se non dovessi prendere il treno tutti giorni per andare al lavoro. Il Malpensa è uno dei pochi treni teoricamente accessibili, dato che ha una pedana elettrica per le carrozzine e un posto riservato ai disabili. Peccato che trovare la pedana funzionante non sia una delle mie certezze quotidiane. Una mia personale statistica calcola le probabilità di salire sul treno senza problemi come pari a una sorpresa su cinque, ovvero una volta su cinque mi ritrovo una sorpresa del tipo: pedana guasta, porta della pedana guasta, Macchinista che non sa abilitare la pedana, sedile del posto disabili rotto (quindi devo stare in mezzo al corridoio), o altre originali varianti. Da notarsi che il disabile, contrariamente a tutti gli altri passeggeri, è tenuto ad avvisare le Ferrovie Nord con discreto anticipo per ogni spostamento, di modo che possa essere garantito "un miglior servizio". Pensa se non li avvisi! Comunque di solito si trovano Capotreni e Macchinisti disponibili, che dopo qualche ravanamento con vari pannelli e pulsanti, riescono magicamente a tirare fuori la benedetta pedana, grazie alla nota legge per cui si riesce a far funzionare qualsiasi cosa, se ci si pasticcia abbastanza. In alternativa, spesso sono disposti anche a sollevare di peso la carrozzina per superare la "voragine" tra treno e banchina. Però lunedì 27/8/07, dopo il mio primo giorno di rientro al lavoro (che già sei di buon umore), ho fatto la conoscenza di un Capotreno decisamente poco portato ai rapporti con la clientela disabile. Arrivo alle 17.10 in stazione, ammetto in anticipo sulla mia prescrizione, che prevedeva salissi sul 17.53. Sul treno tuttavia non viaggiavano altri passeggeri disabili (sul Malpensa c’è posto per una sola carrozzina. sempre che riesca a salirci), così penso felice di rincasare col 17.27 e fare la spesa. Il Capotreno si presenta al locomotore esattamente cinque minuti prima della partenza. Gli domando gentilmente se mi fa salire e lui, altrettanto gentile, avvisa il macchinista di abilitare la pedana. Come accade frequentemente, tuttavia, SORPRESA: la pedana non funziona. Pensate che il Capotreno si sia scomposto? Naaaa. sorride gentile e mi dice: "La pedana non funziona, prenda il treno dopo". Che tanto si sa che i disabili non hanno un cavolo da fare tutto il giorno e possono aspettare ore in stazione per il primo treno in cui casualmente funzioni la pedana. Gli rispondo che non intendo aspettare il successivo e di chiamare qualcuno perché portino la pedana manuale e allora lui mi dice che non posso salire perché non ho la prenotazione. Gli faccio presente che la prenotazione è al limite un favore che posso fare alle Ferrovie Nord affinché siano preparati a ricevere un passeggero disabile, ma che non è condizio sine qua non a che io possa salire sul treno, dato che gli altri passeggeri non la fanno. Macchè, non mi vuol far salire perché manca la prescrizione. Chiamo il numero per le prescrizioni e me la fanno al volo. Ma il Capotreno non vuole lo stesso farmi salire lo stesso, perché. La pedana non funziona. Ma va?!! Sottolinea poi che "Mica posso aiutarla a salire di peso" e credo che sottointeso ci sia un "disabile cicciona". eppure pensavo che la dieta avesse dato frutti! A quel punto gli chiedo il suo nome, perché possa fare un reclamo (non avendo il tesserino esposto, non potevo leggerlo) e il "signore", con la coscienza evidentemente poco pulita, si rifiuta per ben quattro volte di darmelo. Gli faccio notare che poco importa: dal numero del treno e dall’orario, non è un problema risalire al Capotreno. Solo a quel punto mi enuncia la sua matricola, come un prigioniero di guerra. Chissà poi se 12018 è davvero la sua matricola o magari mi ha dato quella di un collega. Fortuna ha voluto che intervenissero altri colleghi della stazione che, invece di disquisire sul mio diritto di prendere un treno come qualsiasi bipede può fare a piacimento, si sono messi a ravanare con la pedana, finchè questa non è uscita. Mi consola sapere che, nonostante mi sia un po’ scaldata e abbia alzato il volume della voce, sono stata così gentile da non insultare il Capotreno in alcuna maniera. Lui invece mi ha dato dell’handicappata un paio di volte. Credo lo considerasse un’offesa più che una costatazione. Angela Gambirasio Mercoledi 29 Agosto 2007 |
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La colpa PRINCIPALE di una Azienda che NON REVISIONA SUFFICIENTEMENTE il proprio “parco treni “…e questo lo dovrebbe progettare “chi sta in alto ” e prende stipendi immeritati…salvo poi scaricare verso altri responsabilit che gli sono proprie ed esclusive ! Il Capotreno avrebbe dovuto fare uno sforzo di gentilezza in pi, vero, ma sempre e solo per coprire le magagne dei dirigenti che non riescono a fare in modo che i Malpensa Express abbiano SEMPRE bagni e pedane utilizzabili. Queste cose andrebbero sistemate in OFFICINA A NOVATE regolarmente, invece spesso il personale segnala guasti e disfunzioni di vario tipo ma ” I Capi ” se ne fregano…perch ci sono pochi treni e non c’ la possibilit di tenerli fermi per sistemarli ( oppure si vuole, come al solito, risparmiare “dan” sulla manutenzione, o mancano pezzi di ricambio ).
Non colpa di macchinisti o capitreno se SONO COSTRETTI ad andare in giro con treni difettosi ( nonostante le numerose segnalazioni ), ma di chi co