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Pensieri di viaggio dei pendolari italiani

Archivio per agosto, 2007

Lettere di pendolari a Varesenews

Scritto da ilPendolare il ago 29th, 2007 | Archiviato sotto: dBlog
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Citazione da Varesenews Lettere alla Redazione http://www3.varesenews.it/comunita/lettere_al_direttore/

Ricominciamo con i ritardi delle Nord

Passato il periodo di ferie, ricominciano i DISASTRI delle ben poco amate Ferrovie Nord
Ieri, 27/08 il solito giochino del cambio di binario annunciato quasi all’ultimo momento ed il treno 265 che accumula i classici 13′ di ritardo.
Oggi la solita serie di perle! Stamattina il treno delle 7.36 da Busto è rimasto fermo oltre 15′ nella stazione di Saronno senza che nessuno si sentisse in dovere di usare per sbaglio l’altoparlante per comunicare i motivi di tale sosta (NB: di treni fermi ce n’erano parecchi, di informazioni come sempre nessuna e, ciliegina sulla torta, il tabellone del binario 5 al momento della ripartenza del treno segnava cinque minuti cinque di ritardo…)
Questa sera poi, solito silenzioso delirio, partenza del treno 265 non alle 17.46 ma alle 18.01, 22′ di ritardo a Busto ed il solito assordante silenzio sui motivi.
A questo punto chiedo ufficialmente ai vertici de LeNord di dichiarare FALSI i loro orari ufficiali, vista la cronica incapacità di rispettarli. E chiedo al silente assessore che legge in copia di giustificare lo spreco di denaro pubblico che viene erogato alle succitate ferrovie. E invece di autorizzare iniqui aumenti tariffari di rivedere PESANTEMENTE le sanzioni previste per l’inosservanza continua degli obblighi contrattuali da parte de LeNord.
Egregi signori, la "pazienza che vorrà ancora avere utilizzando i nostri servizi" (v. mail del customer care dello scorso 23/07) è terminata da tempo!
Mercoledi 29 Agosto 2007
Andrea Vigezzi

 

Treni e disagi, non solo sul Malpensa Express

Ho letto la denuncia del lettore che ha effettuato il viaggio sul Malpensa Express e concordo a pieno con lui in quanto le ferrovie nord se sono "lasciate andare".
Purtroppo sono una pendolare che tutti i giorni prende il treno da Busto Arsizio fino a Milano Cadorna.
A parte i perenni ritardi di 40 minuti fra andata e ritorno. Per noi il Malpensa Express è un lusso, nei treni "normali" fa paura sedersi, ogni giorno e una scoperta di nuovi odori nauseabondi appena ci si mette piede sulla carrozza, il colore dei sedili passa dalle diverse tonalità del marrone fino al nero e non solo per l’usura.
I servizi igienici NON SONO AGIBILI, quindi devo pregare che il ritardo non sia lungo, se no mi tocca scendere in qualche stazione rischiando di aspettare il prossimo treno. Sono disposta anche a pagare i 20 centesimi per entrare in bagno ma ci deve essere un minimo di servizio al pubblico. Secondo me in queste condizioni i treni non dovrebbero neanche circolare. Se per aprire un servizio pubblico la legge stabilisce la esistenza dei diversi bagni perché per i treni questo non succede?
Ci sarebbero delle cose da dire… ma mi fermo qui. .. è proprio un incubo salire sui treni delle nord.
 
Mercoledi 29 Agosto 2007
Mary Carmen
redazione@varesenews.it
 

 

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Malpensa – Una ragazza disabile racconta la sua personale avventura quotidiana di “viaggiatrice”

Scritto da ilPendolare il ago 29th, 2007 | Archiviato sotto: dBlog
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Citazione, da Varesenews http://www3.varesenews.it/gallarate_malpensa/articolo.php?id=79197

Malpensa - Una ragazza disabile racconta la sua personale avventura quotidiana di "viaggiatrice"
Malpensa Express: la vera odissea è salirci in carrozzina


Dopo il nostro servizio sul Malpensa Express abbiamo ricevuto una lettera che fa riflettere e merita attenzione  

La vera odissea è prendere regolarmente il Malpensa Express per recarsi al lavoro, specie se sei un portatore d’handicap. Tante volte penso che nemmeno mi ricorderei di essere disabile se non dovessi prendere il treno tutti giorni per andare al lavoro. Il Malpensa è uno dei pochi treni teoricamente accessibili, dato che ha una pedana elettrica per le carrozzine e un posto riservato ai disabili. Peccato che trovare la pedana funzionante non sia una delle mie certezze quotidiane. Una mia personale statistica calcola le probabilità di salire sul treno senza problemi come pari a una sorpresa su cinque, ovvero una volta su cinque mi ritrovo una sorpresa del tipo: pedana guasta, porta della pedana guasta, Macchinista che non sa abilitare la pedana, sedile del posto disabili rotto (quindi devo stare in mezzo al corridoio), o altre originali varianti. Da notarsi che il disabile, contrariamente a tutti gli altri passeggeri, è tenuto ad avvisare le Ferrovie Nord con discreto anticipo per ogni spostamento, di modo che possa essere garantito "un miglior servizio". Pensa se non li avvisi!

Comunque di solito si trovano Capotreni e Macchinisti disponibili, che dopo qualche ravanamento con vari pannelli e pulsanti, riescono magicamente a tirare fuori la benedetta pedana, grazie alla nota legge per cui si riesce a far funzionare qualsiasi cosa, se ci si pasticcia abbastanza. In alternativa, spesso sono disposti anche a sollevare di peso la carrozzina per superare la "voragine" tra treno e banchina. Però lunedì 27/8/07, dopo il mio primo giorno di rientro al lavoro (che già sei di buon umore), ho fatto la conoscenza di un Capotreno decisamente poco portato ai rapporti con la clientela disabile. Arrivo alle 17.10 in stazione, ammetto in anticipo sulla mia prescrizione, che prevedeva salissi sul 17.53. Sul treno tuttavia non viaggiavano altri passeggeri disabili (sul Malpensa c’è posto per una sola carrozzina. sempre che riesca a salirci), così penso felice di rincasare col 17.27 e fare la spesa. Il Capotreno si presenta al locomotore esattamente cinque minuti prima della partenza. Gli domando gentilmente se mi fa salire e lui, altrettanto gentile, avvisa il macchinista di abilitare la pedana. Come accade frequentemente, tuttavia, SORPRESA: la pedana non funziona. Pensate che il Capotreno si sia scomposto? Naaaa. sorride gentile e mi dice: "La pedana non funziona, prenda il treno dopo". Che tanto si sa che i disabili non hanno un cavolo da fare tutto il giorno e possono aspettare ore in stazione per il primo treno in cui casualmente funzioni la pedana. Gli rispondo che non intendo aspettare il successivo e di chiamare qualcuno perché portino la pedana manuale e allora lui mi dice che non posso salire perché non ho la prenotazione. Gli faccio presente che la prenotazione è al limite un favore che posso fare alle Ferrovie Nord affinché siano preparati a ricevere un passeggero disabile, ma che non è condizio sine qua non a che io possa salire sul treno, dato che gli altri passeggeri non la fanno. Macchè, non mi vuol far salire perché manca la prescrizione. Chiamo il numero per le prescrizioni e me la fanno al volo. Ma il Capotreno non vuole lo stesso farmi salire lo stesso, perché. La pedana non funziona. Ma va?!! Sottolinea poi che "Mica posso aiutarla a salire di peso" e credo che sottointeso ci sia un "disabile cicciona". eppure pensavo che la dieta avesse dato frutti! A quel punto gli chiedo il suo nome, perché possa fare un reclamo (non avendo il tesserino esposto, non potevo leggerlo) e il "signore", con la coscienza evidentemente poco pulita, si rifiuta per ben quattro volte di darmelo. Gli faccio notare che poco importa: dal numero del treno e dall’orario, non è un problema risalire al Capotreno. Solo a quel punto mi enuncia la sua matricola, come un prigioniero di guerra.

Chissà poi se 12018 è davvero la sua matricola o magari mi ha dato quella di un collega. Fortuna ha voluto che intervenissero altri colleghi della stazione che, invece di disquisire sul mio diritto di prendere un treno come qualsiasi bipede può fare a piacimento, si sono messi a ravanare con la pedana, finchè questa non è uscita. 

Mi consola sapere che, nonostante mi sia un po’ scaldata e abbia alzato il volume della voce, sono stata così gentile da non insultare il Capotreno in alcuna maniera. Lui invece mi ha dato dell’handicappata un paio di volte. Credo lo considerasse un’offesa più che una costatazione.  

Angela Gambirasio

Mercoledi 29 Agosto 2007
redazione@varesenews.it

Mercoledi 29 Agosto 2007

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Promosso il Malpensa Express, ma portatevi il golf

Scritto da ilPendolare il ago 29th, 2007 | Archiviato sotto: dBlog
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Citazione, da Varesenews: http://www3.varesenews.it/gallarate_malpensa/articolo.php?id=79166

Malpensa - Dopo la denuncia del lettore siamo andati a verficare le condizioni dei convogli-navetta. Nessun problema, salvo l’eccessiva aria condizionata
Promosso il Malpensa Express, ma portatevi il golf


Un viaggio in treno sulla tratta Malpensa – Milano Cadorna e ritorno a bordo del Malpensa Express. Non per svago (ci mancherebbe) né per necessità dettate da una prossima partenza (purtroppo), ma per osservare e toccare con mano lo stato dei convogli de LeNord dopo la denuncia di un nostro lettore. Paolo Guarnaschelli, questo il nome di chi ci ha scritto, criticava pulizia e servizi sui treni e a terra, dove, a suo dire, mancano informazioni corrette, grave carenza per lo scalo che vuole essere la porta del Nord Italia. Siamo andati a controllare e la situazione che abbiamo trovato è notevolmente difforme da quella presentataci dal lettore: non vogliamo con questo sbugiardarlo, sia chiaro. I treni e le carrozze cambiano, probabilmente lui è salito su un convoglio “sfortunato”, dove i cestini erano pieni di sporcizia, le pareti ricoperte di scritte e i posti per le valige inesistenti. Su quello preso da noi è filato tutto liscio, a parte qualche piccola magagna (è proprio necessario tenere l’aria condizionata a mille e creare così un clima polare?) e il servizio si è rivelato più che buono. 

Il biglietto è caro, questo si sa: andata e ritorno Malpensa – Milano costa la bellezza di 14,50 euro, ma questo è un vizio di molti aeroporti, non solo italiani, che per il trasporto in centro città fissano un obolo da ricchi. Le indicazioni per raggiungere la stazione ci sono, basta seguire le frecce. Il biglietto si timbra nelle apposite macchinette, non prima di aver vagato per trovarne una funzionante e quasi obbligatoriamente dopo aver provato ad infilare il ticket appena acquistato nell’obliteratrice destinata agli abbonamenti. Le cartine della metropolitana di Milano in effetti potrebbero essere più chiare ed aggiornate: l’aggiunta a penna del tratto che arriva a Maciacchini fa sorridere, ma dubitiamo sia stato qualcuno de Le Nord e tantomeno personale di Sea.  

Il treno parte in orario all’andata e con 4 minuti di ritardo al ritorno. Le carrozze sono pulite, si notano delle scritte sulle pareti, cancellate nel miglior modo possibile e rese praticamente invisibili. Anche i cestini sono lindi: l’addetto passa a Malpensa e a Milano, puntuale ed efficace. A parte il freddo pungente (senza maglioncino non è consigliabile salire a bordo del Malpensa Express, come per altro di tutti i Taf, i “nuovi” treni de LeNord), come detto va tutto bene, le valige stanno al loro posto davanti alle porte scorrevoli e sono controllate ad ogni passaggio dei controllori: due nomadi con bambini al collo provano a salire a bordo a Saronno, ma vengono bloccate e rispedite a terra perché senza biglietto, con educata energia, alla quale le due rispondono con una sfilza di improperi in un italiano masticato a fatica.

Da parte nostra un sette pieno, dunque, per il Malpensa Express. Se paragonato alla grave insufficienza che il nostro lettore affibbia al treno de LeNord, il quadro non è idilliaco: qualcosa da mettere a punto c’è, faremo altre verifiche. Magari siamo stati particolarmente fortunati, o forse è il nostro lettore ad essere incappato in un viaggio jellato 

Galleria fotografica: Viaggio sul Malpensa Express http://www3.varesenews.it/gallarate_malpensa/articolo.php?id=79166

Mercoledi 29 Agosto 2007
Tommaso Guidotti
tommaso.guidotti@varesenews.it

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Malpensa porta d’Italia? Complimenti per i servizi…

Scritto da ilPendolare il ago 29th, 2007 | Archiviato sotto: dBlog
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Citazione, da Varesenews: http://www3.varesenews.it/gallarate_malpensa/articolo.php?id=79126

Malpensa - Un lettore denuncia un viaggio fatto di sporcizia, informazioni che non ci sono, carenza di servizi e via dicendo e resta in attesa di risposte
Malpensa porta d’Italia? Complimenti per i servizi…


Un lettore solleva un problema che ha a che fare con turismo, trasporti e ospitalità: tutte le caratteristiche che l’autore della lettera che pubblichiamo ha evidenziato fanno pensare a qualcosa che non va, quantomeno sulla tratta Malpensa-Saronno nella giornata di domenica 26 agosto a bordo del Malpensa Express. Un viaggio fatto di sporcizia, informazioni che non ci sono, carenza di servizi e chi più ne ha più ne metta. In attesa di risposte da chi di dovere, pubblichiamo la denuncia del nostro lettore, augurandoci che ci sia un seguito ai disguidi da lui evidenziati 

Domenica pomeriggio (27 agosto) per tornare dall’aeroporto mi sono servito, come spesso capita, del Malpensa Express.
Il costo per il tragitto Malpensa-Saronno, 6 euro, non è propriamente dei più economici… ma il servizio di solito è piuttosto comodo. Peccato per quel misto di disgusto, vergogna e indignazione provato questa volta dopo esser salito sul treno.
Un convoglio moderno, ma non per il servizio aeroportuale, perciò niente alloggiamenti per le valigie, tanto si possono "alloggiare" sotto i sedili, come dice l’annuncio sonoro. L’interno completamente imbrattato di scritte, sia sulle pareti sia sul pavimento. I sedili originariamente blu, con colori improbabili. I braccioli sventrati, porta-rifiuti lordi, un senso di sporco diffuso, insomma un ottimo incentivo ad usare il treno. E soprattutto, un eccellente modo per accogliere i turisti che mettono piede in Italia: almeno così si sanno già regolare.
 
Complimenti anche per il modo criptico con cui si spiega come si dovrebbe (?) timbrare il biglietto e per la fantastica mappa della rete di trasporti affissa nella stazione di Malpensa, con le aggiunte a mano dei prolungamenti delle linee della metro…

Credo che i vertici delle Nord in treno in aeroporto proprio non ci vadano, ma nemmeno quelli della Sea…. 

Cordiali saluti 

Paolo Guarnaschelli

Mercoledi 29 Agosto 2007
redazione@varesenews.it

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Il vendicatore dei pendolari

Scritto da Chioccia il ago 21st, 2007 | Archiviato sotto: dBlog
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Navigando in rete ho trovato questo post in cui viene narrata la prima avventura del vendicatore dei pendolari.

Cos’ha fatto di così esaltante?

Un trentaquattrenne milanese, durante una sosta tecnica del treno su cui era a bordo a Pontenure (Piacenza), è sceso, ha smontato le porte della sala d’aspetto e si è arrampicato per smontare ed appropriarsi dell’OROLOGIO A MURO!!! Fermato, ha affermato che il gesto era per parziale risarcimento nei suoi confronti per i soprusi, ritardi e disagi subiti da Trenitalia.

Facessimo così anche noi nessuna stazione avrebbe più alcun orologio.

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Anche l’ultimo giorno

Scritto da Chioccia il ago 14th, 2007 | Archiviato sotto: dBlog
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E anche per me è arrivato il momento delle vacanze. E purtroppo anche l’ultimo giorno di pendolarismo ha avuto i suoi problemi.
Stamattina il tabellone elettronico segnava 12 minuti di ritardo, passo il tabellone sconsolato quando sento una persona dire "13 minuti??". Mi giro ed in effetti era aumentato di un minuto.
Raggiungo la mia solita postazione e i minuti sono diventati 14. Caspita! Che velocità!
Finché non arriva l’annuncio del ritardo imprecisato per cui il locale sarebbe passato prima dell’agognato diretto.
A Saronno i pannelli elettronici annunciavano che la circolazione verso Vares-Laveno era sospesa.
Sul sito LeNord non sono riuscito a trovare da nessuna parte il motivo di questo disservizio. Sarà anche bello il nuovo sito (anche se avrei da ridire e farò un post a parte), ma non trovo le informazioni.

La foto che vede qui sopra rappresenta il conto alla rovescia alla termine dei famosi lavori. Per il momento segna i giorni che mancano al mio ritorno a Milano. Spero che la situazione sia diversa.

BUONE VACANZE

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Sandra Mondaini e le stazioni

Scritto da Chioccia il ago 11th, 2007 | Archiviato sotto: dBlog
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Su Corriere.it compare una lettera di Sandra Mondaini che dettaglia alcuni dei problemi avuti nella stazione di Genova Principe. La riporto di seguito.

Caro direttore, vorrei segnalare un fatto spiacevole che ha interessato me, non più giovane ma ancora in attività, e penso di parlare a nome di tanti anziani o invalidi che hanno patito lo stesso problema ma che probabilmente non hanno voce per farsi ascoltare. Il fatto riguarda la pessima organizzazione della stazione ferroviaria di Porta Principe, a Genova. Anche martedì 7 agosto, come già mi era capitato in un’altra occasione tre anni fa, ho perso la coincidenza per Milano dove ero attesa per un’importante visita medica. Provenivo da Diano Marina, località turistica della riviera ligure, e a Genova dovevo cambiare treno e salire su quello per Milano. L’impresa, sulla carta davvero elementare, a Genova Principe si è rivelata al di sopra delle mie possibilità e, le assicuro, eravamo in molti a vagare abbandonati alla ricerca del binario giusto.

Saremo anche anziani, lenti nei movimenti e nei riflessi, ma basterebbe poco a renderci le cose più facili. Aggiungo infatti che nelle stazioni di tutte le altre città mi muovo senza alcun problema. Le elenco le cause che mi hanno portato, per la seconda volta ahimè, a perdere una coincidenza importante. 1) All’arrivo del treno alla stazione Porta Principe non c’è traccia di un addetto al trasporto bagagli, quello che una volta si chiamava facchino. È evidente che un anziano con valigie che deve cercare il nuovo binario e cambiare treno non ce la può fare. 2) I binari sono 18, collegati tra loro da un sottopassaggio molto lungo con scale che salgono ai singoli binari. Nessuna scala mobile: il viaggiatore deve scendere con le valigie la scala del binario di provenienza, percorrere il sottopassaggio e risalire le scale del nuovo binario. Proibitivo per un anziano, immaginatevi per un invalido. 3) Per capire il binario da cui parte il nuovo treno ci sono dei tabelloni luminosi, ma spesso, per vari e comprensibili motivi, il binario originario viene cambiato all’ultimo momento.
Per cui il viaggiatore che si era messo faticosamente in marcia verso il binario iniziale, quando arriva trova indicata un’altra destinazione. E questo, in quei momenti, crea qualcosa di simile al panico. Certo, ci sono gli avvisi via altoparlante, ma qualcuno sa spiegare perché i treni vengono annunciati con il numero, numero che ovviamente nessun viaggiatore conosce? E, parlando onestamente, chi può dire di capire al volo gli annunci sonori nel caos delle stazioni, magari mentre sta trascinando i bagagli concentrato alla ricerca del binario? Da cittadina trovo tutto questo una cosa vergognosa. Voglio infine segnalare la gentilezza di tutti i poliziotti e dei carabinieri, che purtroppo non passeggiano per la stazione e che ho trovato all’interno dei loro uffici, evidentemente per disposizioni della stazione.
Sandra Mondaini

Solo una piccola considerazione a questo racconto. Quello che ha delineato la simpatica Mondaini è quello che viviamo quotidianamente noi pendolari, soprattutto il cambio di binario all’ultimo secondo.

E’ però straordinario come se le disavventure capitano a personaggi famose vengono subito pubblicate con un certo rilievo, mentre se capitano a persone comuni non venegono minimamente raccolte dai giornali (non a caso la rete è piena di blog di pendolari).

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Ci sono ancora

Scritto da Chioccia il ago 8th, 2007 | Archiviato sotto: dBlog
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Non sono ancora andato in ferie, resisto ancora per un po’. Poi magari mi farò sentire ogni tanto.
Ultimamente non mi ho postato molto spesso e di questo mi dispiace. Sono stato però impegnato in alcune novità che riguardano questo sito. Non ve le posso ancra anticipare, ma tra non molto saranno attive, così quando tornerete belli freschi a lottare contro i (dis)servizi avrete modo di scatenarvi.
Nel frattempo un po’ di autoreferenzialità non guasta.
A questo indirizzo è disponibile una mia intervista riguardo al tema del pendolarismo (e riguardo a cosa altrimenti :) ?)
Mentre la rivista online Blogle.it ha realizzato un bel servizio su questo sito. Potete scaricare il numero della rivista a questo link, ma per vederlo dovete installare un programma a parte: il reader DNL.

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06/08/07 treno 265 MI/NOVARA: … tanto per cambiare!

Scritto da ilPendolare il ago 7th, 2007 | Archiviato sotto: dBlog
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Ricevo da LupoAviario, come al solito il reclamo è stato inviato al CustomerCare, a Piuri, Cattaneo, Dahò e al Direttore di Varesenews:

Agosto, tempo di vacanze, di treni ridotti e, tanto per cambiare, dell’ennesima odissea gentilmente riservata a tutti coloro che hanno la disgrazia di dover usare LeNord ed in particolare la linea per Novara.

Già… non basta dover lavorare quando sono tutti in ferie, non basta avere la metà dei treni a disposizione, bisogna anche avere i SOLITI disservizi (mandare in vacanza pure questi no, vero???) Tanto per cambiare il 265 di questa sera, dopo 3/4 tentativi di partenza abortiti, ha deciso di non muoversi dal binario 5 di Cadorna.

LeNord sono state così gentili da informare i pendolari lasciati a cuocere all’interno dopo soli 10′ dal previsto orario di partenza! Complimentoni, state migliorando!!! Il treno fatto poi partire alle 18.05 dal binario 7, e se possibile ancora più cocente, regalava anche la "piacevole" sorpresa di essere pià corto di una carrozza rispetto al defunto del binario 5. Ovviamente all’arrivo a Busto il ritardo si era esteso alla discreta cifra di 23′…

Ed intanto il dubbio sta diventando certezza, anche alla luce dell’assordante silenzio di coloro che per l’ennesima volta invito a provare "l’ebbrezza" di questi speciali viaggi: nei gialli di una volta 3 indizi facevano una prova; alla settima odissea riservata a questo treno inizio a convincermi che non sia un caso ma una precisa scelta aziendale. Per la serie, dato che abbiamo solo dei rottami mettiamoli in servizio solo su una linea………..

E come se non bastasse, invece di avere una regione che obbliga il fornitore di disservizi a risarcire veramente i pendolari, la stessa avalla un aumento che agli occhi di molti equivale a legalizzare truffe e furti…

Saluti da un pendolare sinceramente incazzato! (e scusate l’espressione, fin troppo gentile visto l’andazzo… altro che "confidiamo nella sua pazienza…")

A. V.

ps: è troppo chiedere di non avere anche le zanzare come sgradite compagne di viaggio ogni santo giorno?

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Lettera aperta di un dirigente delle FS in congedo a Moretti

Scritto da Chioccia il ago 3rd, 2007 | Archiviato sotto: dBlog
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Sono iscritto alla lista di distribuzione Utenti del Trasporto Pubblico (UTP) e mi hanno inviato questa mail in cui un ex dirigente delle FS si rivolge al numero 1 di Trenitalia. La riporto, chi volesse fare commenti, come al solito, può farli.

Lettera aperta all’amministratore delegato di Fs di Vincenzo Congedo [Ex dirigente di Fs, attualmente in pensione]
Un appello a Mauro Moretti, da "ferroviere a ferroviere". Il risanamento dell’azienda può partire anche da una riflessione sulle norme di sicurezza, oggi molto restrittive. Tanto che la nuova tecnologia Scmt, che su di esse è tarata, ha prodotto un drastico calo della velocità commerciale e di conseguenza una diminuzione della capacità della rete. Con il ripristino della regole preesistenti al disastro del Pendolino la circolazione dei treni resterebbe altrettanto sicura, ma si potrebbe ottenere una riduzione del deficit di bilancio compresa tra il 16 e il 24 per cento.


Caro ingegner Moretti,
la Sua nomina ad amministratore delegato di Fs è stata accolta con grande giubilo per due motivi:
1. Tutti sperano che la sua abilità manageriale possa risanare davvero le Ferrovie dello Stato;
2. Il fatto che un ferroviere sia assurto alla più alta carica aziendale costituisce un riscatto per tutta la categoria.
Su di Lei sono riposte le speranze di tutti: un insuccesso sarebbe la fine e provocherebbe un tale scoramento da far venir meno perfino la speranza che la ripresa delle Ferrovie sia possibile.
Lei però è costretto ad affrontare e tentare di risolvere enormi problemi di carattere strutturale, a cominciare dal deficit di bilancio che potrebbe avvicinarsi ai 5 miliardi di euro a fine 2007.
In qualità di ex dirigente, che ha ricoperto molteplici ruoli nelle Ferrovie, ma soprattutto in qualità di appassionato sostenitore del trasporto ferroviario, del quale continuo a studiare tutti i micromeccanismi che lo rendono efficiente, vorrei suggerire a un ferroviere – quale lei giustamente si vanta di essere – qualcosa che potrebbe essere di aiuto. Spero che quanto mi accingo a esporre venga preso in considerazione: è frutto di studi approfonditi, di esperienze dirette e gradirei che Le suscitasse almeno un qualche ragionevole dubbio sulla fondatezza di quanto di seguito esposto.
Norme sulla sicurezza e qualità del servizio
Il disastro del Pendolino avvenuto nel 1997 nella stazione di Piacenza costituisce l’"11 settembre" delle Ferrovie Italiane.
Infatti, nonostante la magistratura abbia assolto con formula piena da ogni addebito tutti coloro che erano stati rinviati a giudizio, alcuni dirigenti addetti alla sicurezza hanno talmente appesantito le norme per la circolazione dei treni (che peraltro erano in vigore da più di 100 anni) che la nuova tecnologia Scmt (Sistema controllo marcia treno), calibrata su tali norme restrittive, ha prod otto una drastica riduzione della velocità commerciale dei treni (da un minimo del 19 per cento a un massimo del 40 per cento), con la conseguente riduzione della capacità della rete da un minimo del 20 a un massimo del 40 per cento. Cosa questa che ha prodotto buona parte della caotica situazione in cui si trova la circolazione dei treni, nonché una cospicua porzione dei ritardi che si risolvono in una riduzione della qualità del servizio e in un peggioramento di "immagine" della ferrovia agli occhi dei clienti effettivi e potenziali.
Perciò i milioni di euro spesi nella tecnologia per la sicurezza e che dovevano, a maggior ragione, servire per incrementare la capacità della rete, soprattutto nelle ore critiche, per migliorare l’offerta del servizio e la sua qualità, sono finiti per ottenere il contrario! Ma quale impresa investe i suoi capitali per avere un servizio peggiore? Lei sa benissimo che alcune "regole" imposte alla marcia dei treni non hanno alcun senso dal punto d i vista della sicurezza. Coloro che impongono le regole per la sicurezza non si attengono alle norme previste dai testi di ingegneria, e, quadruplicando i margini, creano gli scompensi di cui sopra. (1)
Naturalmente nessuno si è mai preoccupato di calcolare i danni economici prodotti dalle nuove regole, che impongono limiti superiori, ma non impongono limiti inferiori alla velocità. Mi spiegherò con un esempio: chi viaggia sotto il Tunnel del Monte Bianco non può superare i 70 Km/h ma non può viaggiare a meno di 50 Km/h. Il macchinista, che non deve superare i 30 Km/h, non ha alcun vincolo inferiore: gli è consentito viaggiare da 1 a 29 Km/h e poiché il compenso è legato solo al tempo e non ai chilometri percorsi, lascio immaginare quale interesse possa suscitare nel macchinista stesso l’ottimizzazione della marcia del treno. Per fortuna sono pochi coloro che ne approfittano.
Purtroppo, la richiesta di tracce di circolazione da parte delle aziende di trasporto si concentra in a lcune ore di punta. Pertanto, ancorché la potenzialità media di certe linee non sia esaurita, lo è certamente nelle ore di punta, quando "il mercato" richiede più tracce. Ripristinare la normativa preesistente al disastro del Pendolino non solo accrescerebbe di un 30 per cento la capacità delle linee più impegnate (venendo perciò incontro alle esigenze della clientela), non solo ne aumenterebbe la regolarità ma, con l’avvento dell’Scmt, renderebbe più sicura di prima la circolazione e certamente non meno sicura di quella attuale!
I risparmi possibili
Ma qual è il costo dell’attuale normativa o qual è il risparmio possibile?
Provo a fare un calcolo, non avendo alcun dato relativo ai vari capitoli di spesa di Rfi e di Trenitalia se non quello delle perdite complessive (meno 116 milioni di euro per Rfi e meno 1.022 per Trenitalia per il primo semestre 2006, come riportato da alcuni quotidiani). Si tratta dunque di un calcolo largamente ipotetico e tuttavia indicativo delle gr andezze in gioco.
Se l’80 per cento dei costi è da attribuirsi all’esercizio tanto per Rfi quanto per Trenitalia, e se ipotizziamo in un 20-30 per cento il beneficio conseguibile (vuoi per la riduzione del costo puro di gestione, essendo ridotti i tempi di percorrenza, vuoi per il ricavo derivante dalla vendita di un maggior numero di tracce nelle ore di punta), non siamo lontani dal vero se complessivamente si indica una riduzione del deficit oscillante tra il 16 e il 24 per cento, cioè superiore di gran lunga a quanto si possa ottenere con qualunque altro tipo di economia.
Ingegner Moretti, la prego di prendere in considerazione queste mie osservazioni! Sono naturalmente disponibile a fornire qualunque chiarimento (e ad essere smentito dai suoi esperti, se del caso), senza alcun personale interesse se non quello di vedere sviluppato il servizio ferroviario, al quale mi sento ancora particolarmente legato e al quale ho dedicato 44 anni e 7 mesi della mia vita.


(1) Che senso ha la velocità di approccio al massimo a 30 Km/h almeno a 200 metri dal segnale quando un treno con la minima efficacia frenante è in grado di arrestarsi in 49 metri ? Che senso ha eguagliare le indicazioni del giallo lampeggiante a quello del giallo? Che senso ha imporre al macchinista la riduzione di velocità a 30 Km/h sugli scambi di ingresso in una stazione quando è disposta a giallo l’ala alta del candeliere o la luce alta del segnale a luci multiple? Che senso ha continuare la marcia a 30 Km/h quando il macchinista vede il successivo segnale disposto a via libera fin quando non lo ha superato? Che senso ha imporre il vincolo di velocità a 30 Km/h tutte le volte che il regolamento prevede la marcia a vista anche in condizioni ottimali di visibilità? Che senso ha costringere un treno a viaggiare a meno di 30 Km/h, quando, sulle linee con il Blocco automatico, con segnali concatena ti, continua ad incontrare il segnale giallo, come accade nei nodi, quando viaggiando ad una velocità quasi doppia (circa 60 Km/h ) è in grado di arrestarsi nelle peggiori condizioni di efficacia frenante in meno di 200 metri?

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