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Pensieri di viaggio dei pendolari italiani

I pendolari e la RAI

Scritto da Chioccia il giu 27th, 2007 | Nella categoria: dBlog

 
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Abbiamo visto in questi giorni la vicenda dei pendolari romani che hanno occupato i binari. Sappiamo come è finita, con il numero uno di Trenitalia che dice: "Noi siamo un’impresa e tutti  quelli che salgono sul treno devono pagare un regolare biglietto. Noi non siamo d’accordo sul fatto che ci sia una sorta di diritto politico al trasporto ferroviario".  Sarebbero anche parole sacrosante se non si fossero comportati diversamente con quelli che non volevano pagare il biglietto quando è arrivato Bush.

Io, questa settimana sono in trasferta, non so bene come è stata coperta dalle tv nazionali questa protesta, ma ho idea che in RAI non sia stata presa molto bene. Stavo leggendo un forum sul corriere e leggo questo intervento di una persona addentro alla RAI. La riporto integralmente perché merita.

Dunque, venerdì a Roma è festa. Si festeggia il patrono ed anche gli atei più incalliti ringraziano i santi Pietro e Paolo.
Dunque, anche a Saxa è festa. Non un superfestivo (tipo Natale, Capodanno ecc, quando una giornata lavorativa è pagata il 360%), ma un festivo a tutto tondo (pagato il 180%).
Dunque, anche chi si prende tutti i venerdì che ha fatto il Signore per motivi suoi, e non sgarrerebbe nemmeno se arriva la notizia del crollo delle Torri Gemelle, questo venerdì fa un’eccezione: si inventa qualche servizio (possibilmente vicino casa, possibilmente uno spettacolo da andare a vedere insieme a qualche parente, così il guadagno è triplo) e incassa il premio per la "fatica".
Dunque, in questi giorni è tutto un’affannarsi a cercare "qualcosa" da fare per giustificare la presenza di venerdì, quando l’assenteismo sarà pressocché nullo.
Dunque, ieri stavo leggendo di quei disgraziati (in tutti i sensi) di pendolari che avevano bloccato la stazione Tiburtina perché senza biglietto. Impossibile difenderli, hanno detto tutti i commentatori dal fresco delle loro case e dall’alto dei loro stipendi. Ed è giusto non difenderli. Ma almeno provare a comprenderli sì. C’è chi prende 900 euro al mese per lavorare a 900 chilometri da casa, ed è costretto a farsi settimanalmente questi viaggi massacranti.
Dunque, di questo si parlava ieri in redazione, e i commenti dei connazionali "lavoratori" di Saxa, erano tutti ferocemente ostili ai pendolari. Nelle fresche stanze redazionali volteggiavano concetti come "portoghesi", "liberismo", "basta con i privilegi assistenzialisti", "cialtroni", "lontani dlal’Europa", "ci vorrebbe uno che mette ordine", e roba simile.
Dunque la giornata scorreva così quando, all’improvviso, la segretaria che fa gli orari, ha detto forte: "Chi metto presente domenica scorsa, che era il Corpus Domini?"
Dunque: le presenze vengono segnate "postdatate", a babbo morto (per intenderci: sei tu che comunichi se c’eri o no). Ma, dunque…
Dunque, (UDITE UDITE), si è scoperto che oltre ai supefestivi e ai festivi, in Rai esistono anche gli "ex festivi", cioè quelle feste che un tempo erano tali ma che non lo sono più (Corpus Domini appunto, san Francesco e via discorrendo). Ex festivi che vengono pagati il 100% della giornata lavorativa (mettiamo che sia pari a 100 euro, te ne danno 200 in busta paga).
Dunque, chi sono i portoghesi?

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Una Risposta a “I pendolari e la RAI”

  1. Siccome cerco lavoro… c’è qualcuno che mi raccomanderebbe in RAI?

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