Lavoro a casa
Questa settimana sono a casa per malattia ed ho potuto sperimentare due fenomeni.
Il primo è il lavoro da casa. Un giorno infatti l’ho trascorso lavorando collegato da casa alla rete aziendale. È stato fantastico, bellissimo: nessuno che disturba ed il lavoro rende alla grande. La comodità delle casa poi è davvero entusiasmante: ci si alza 10 minuti prima del lavoro, si è nell’ambienta familiare… Insomma lo raccomanderei a tutti… anzi, quasi quasi chiedo di poter fare almeno una settimana al mese da casa.
Il secondo mi è capitato guardando fuori dalla finestra verso le 17.10. Una fila di macchine che passava davanti a casa mia. Tutti lavoratori che finiscono alle 5 e alle 5 e un quarto sono già a casa. Io di solito arrivo a casa alle 7 e mezza! In pratica ho scoperto un mondo che sapevo esistere ma che non avevo ancora toccato con mano.
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Già…io leggendo questo post, posso solo pensare alle mie colleghe universitarie che abitano a Milano e che in mezz’ora al massimo sono a Sesto. Io per seguire le lezioni alle 8:30 devo prendere un treno alle 7…
Lavorare da casa è bello(ogni tanto lo faccio) ma non lo farei sempre, diciamo 2/3 giorni la settimana altrimenti si rischia di restare alienati. E poi mi mancherebbe la compagnia del treno.
Mi sento chiamata in causa come compagnia del treno…
Cmq io lavorerei volentieri vicino a casa e poi la compagnia del treno ogni tanto la invito per qualche serata in compagnia…
non ho dubbi sull’esistenza di vantaggi. ma mi sono sempre domandata se poi da casa si usa la stessa tempestività, la stessa solerzia che si riserva all’ufficio. ma suppongo dipenda anche dalla posizione coperta in azienda.
e ancora: metti che la casa è abitata, metti da un pupo magari, io dico che a forza di strilli levi le tende e ti fermi al lavoro anche overtime