Scritto da Chioccia il mar 30th, 2006 | Archiviato sotto:
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Stamattina mi sono reso conto che in treno il genere femminile è di gran lunga più numeroso di quello maschile.
E’ stata un’impressione rapida e improvvisa: mi sono girato e ho visto delle universitarie, dall’altra parte una donna in cinta, davanti a me le mie amiche di treno, anch’esse femmine chiaramente. Ho deciso di controllare meglio ed in effetti la percentuale del gentil sesso era superiore a quella del sesso forte.
Le statistiche dicono però che sono più i lavoratori delle lavoratrici ed allora non ci capisco più niente. O forse una spiegazione logica c’è: l’uomo è preso dal suo ruolo di capo e viaggia preferibilmente in macchina mentre la donna preferisce usare il mezzo pubblico perché pensa che le si addica di più.
Non so se è così, ma come spiegazione può forse andare.
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Scritto da Chioccia il mar 23rd, 2006 | Archiviato sotto:
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Questa settimana sono a casa per malattia ed ho potuto sperimentare due fenomeni.
Il primo è il lavoro da casa. Un giorno infatti l’ho trascorso lavorando collegato da casa alla rete aziendale. È stato fantastico, bellissimo: nessuno che disturba ed il lavoro rende alla grande. La comodità delle casa poi è davvero entusiasmante: ci si alza 10 minuti prima del lavoro, si è nell’ambienta familiare… Insomma lo raccomanderei a tutti… anzi, quasi quasi chiedo di poter fare almeno una settimana al mese da casa.
Il secondo mi è capitato guardando fuori dalla finestra verso le 17.10. Una fila di macchine che passava davanti a casa mia. Tutti lavoratori che finiscono alle 5 e alle 5 e un quarto sono già a casa. Io di solito arrivo a casa alle 7 e mezza! In pratica ho scoperto un mondo che sapevo esistere ma che non avevo ancora toccato con mano.
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Scritto da Chioccia il mar 16th, 2006 | Archiviato sotto:
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Oggi non c’è voglia di scherzare.
L’altra sera c’è stato un incidente sulla linea che prendo di solito e il macchinista è morto.
Un pensiero per chi ci porta tutti i giorni al lavoro.
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Scritto da Chioccia il mar 9th, 2006 | Archiviato sotto:
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Tra le tante attività che si possono fare in treno, in queste settimane stiamo impazzendo dietro al cubo di Rubik.
Abbiamo scoperto che una nostra amica è in grado di farlo e passiamo il viaggio di ritorno spaccandoci il cervello in questo modo.
Fino a questo momento riesco a fare una faccia (e questo lo facevo anche prima) e a mettere in ordine le prime due righe delle altre facce… mi manca poco. Quando l’avrò finito lo comunicherò.
La cosa bella è che ipnotizziamo tutta la carrozza: immancabilmente le persone attorno a noi smettono di fare la loro attività e ci seguono passo per passo. L’altra sera una signora che era seduta vicino ad una mia amica ha iniziato a dialogare con noi su quali mosse fare e perché. Il tutto è stato molto simpatico perché da come si comportava pensavo fosse un’amica della mia amica ed invece nemmeno si conoscevano!
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Scritto da Chioccia il mar 2nd, 2006 | Archiviato sotto:
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Proprio il precedente post su Parigi mi ha fatto riflettere sul rapporto tra il pendolare e la sua città.
Come vive la città il pendolare? Di certo non come chi ci abita.
Il pendolare nella città ci arriva la mattina (presto di solito), ci lavora, ci mangia e poi se ne va. L’abbandona. E di quello che succede dopo che se è andato importa poco o nulla.
E infatti non vedrete mai un pendolare che conosce gli orari dei mezzi pubblici dopo le 19.00. Li sa benissimo prima, ma dopo quell’ora il buio è totale.
Senza dubbio è un modo diverso di vivere la città, forse anche un po’ da parassita perché lascia ben poco, ma è sicuramente il modo più completo per conoscere la varia umanità che compone il mondo.
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